IL SANTO DEL GIORNO SAN GIOVANNI I, SAN FELICE

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GIOVANNI 1San Giovanni I, fu il 53esimo papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo e martire. Toscano di nascita, secondo alcune fonti era di Siena, secondo altre, invece, era nato nel castello di Serena, presso Chiusdino (SI), ed era figlio di un certo Costanzo. Già molto anziano e fragile, fu elevato alla dignità di vescovo di Roma sette giorni dopo la morte di Papa Ormisda, il 13 agosto 523. Poiché il suo Bullarium contiene solamente due lettere indirizzate rispettivamente ad un certo arcivescovo Zaccaria e ai vescovi d’Italia e poiché, molto probabilmente, entrambe sono apocrife, non sappiamo nulla del suo modo di amministrare. Le uniche informazioni di cui siamo in possesso, anche se molto vaghe, riguardano un suo viaggio a Costantinopoli, un viaggio che sembra avere avuto risultati di grande importanza storica e che fu la causa della sua morte.
Probabilmente mandato a Costantinopoli dal re ariano Teodorico, presso l’imperatore Giustino, a perorare la causa degli Ariani, fu il primo tra i Romani Pontefici a celebrare in quella Chiesa il sacrificio pasquale; tornato di lì, fu vergognosamente arrestato e gettato in carcere dal medesimo Teodorico, cadendo a Ravenna vittima per Cristo Signore. Il suo corpo fu trasferito a Roma nella basilica vaticana, dove venne onorato come martire. La Chiesa latina lo annovera fra i suoi martiri, e lo commemora il 18 maggio. Viene venerato sia a Ravenna che in Toscana.
CURIOSITA’:Nell’iconografia, san Giovanni I viene raffigurato come un uomo che guarda dalle sbarre di una prigione, o imprigionato con un diacono e un suddiacono.

 

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felice da cantaliceSan Felice da Cantalice, religioso dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Al secolo Felice Porro, nacque a Cantalice (Rieti) quasi certamente nel 1515; giovanissimo si trasferì a Cittaducale dove prestò servizio nella famiglia Picchi come pastore e contadino. Nel 1544 decise di assecondare il desiderio di farsi Cappuccino. Dopo il noviziato a Fiuggi, nel 1545 emise i voti nel convento di San Giovanni Campano. Quindi sostò per poco più di due anni nei conventi di Tivoli e di Viterbo-Palanzana per poi trasferirsi nel convento romano di San Bonaventura dove nei rimanenti quarant’anni fu questuante per i suoi confratelli.
Ebbe temperamento mistico, dormiva appena due o tre ore e il resto della notte lo trascorreva in preghiera. Per le strade di Roma assisteva ammalati e poveri: devotissimo a Maria era chiamato “frate Deo gratias” per il suo abituale saluto, si dedicò a raccogliere elemosine, disseminando intorno a sé pace e carità. Venne canonizzato da Clemente XI nel 1712.

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