Allarme rifiuti, nessun nuovo impianto a Roma. Ama: “Ottimizzare la differenziata” Dal Campidoglio negano la realizzazione di ulteriori siti di stoccaggio: il piano anti-crisi passa dalla raccolta. Il piano industriale della municipalizzata è da rivedere

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Il diktat dell’amministrazione pentastellata della Capitale è sempre lo stesso: nessun nuovo impianto di smaltimento dei rifiuti sul territorio romano. Ottimizzazione di quelli già esistenti, maggior collaborazione con quelli al di fuori del Raccordo anulare e, se possibile, una concreta pratica della raccolta differenziata da svolgere sul territorio dell’Urbe. Un’impresa a vederla così, ma l’obiettivo della giunta Raggi è di vedere il rischio di emergenza sensibilmente scemato entro il termine della consiliatura (2021). Ma, al di là della legittima pressione sulla differenziazione dei rifiuti, la situazione attuale si presenta tutt’altro che semplice per l’amministrazione capitolina, alle prese con una produzione giornaliera di rifiuti che si attesta sulle 2700 tonnellate, distribuite nei quattro impianti di trattamento meccanico biologico (Tmb) di Rocca Cencia, Salaria, Malagrotta 1 e 2 (questi ultimi sbloccati dopo due mesi di interdizione e ora commissariati), dove arrivano complessivamente 1300 tonnellate al giorno da smaltire. Altri quattro siti di stoccaggio utilizzati dall’Ama si trovano al di fuori dell’area urbana di Roma.

Cda Ama: “Piano da rivedere”

Ragionando in termini di percentuali, la necessità di smaltimento risulterebbe soddisfatta ma il margine di rischio è comunque preoccupantemente prossimo. Per questo risulta fondamentale l’opera di sensibilizzazione alla raccolta differenziata che, come spiegato da Palazzo senatorio e dalla stessa Ama, passa per la riduzione dei cassonetti in strada e su relazioni maggiori con i cittadini per incentivare a tale operato. E, se la municipalizzata (attraverso l’ex amministrazione) ha presentato lo scorso 4 maggio un piano industriale per l’anno 2017-2018, con l’intento di una “cessazione del conferimento flussi a impianti esteri” e di un aumento della percentuale di trattazione all’interno degli impianti romani fin quasi al 30% (dall’attuale 20,4%), pare esserci c’è già una necessità di rivisitazione poiché il nuovo cda “concentra il proprio impegno sulla difficile situazione economico finanziaria e sull’organizzazione delle divisioni di Municipio per ottimizzare la raccolta differenziata”.

“Monnezza-gallery”, i rifiuti di Roma

Nel frattempo, a pochi giorni dal ramazza-day del Partito democratico, ecco che Fratelli d’Italia organizza il “Monnezza-gallery”, fotografie dal centro alla periferia per mostrare a 5 stelle e Pd una Roma che, tra piani, programmi e battaglie a colpi di dichiarazioni, continua ad affondare fra i rifiuti. E il lavoro straordinario degli impianti di Tmb, con file di camion in entrata e saturazione delle fosse destinate all’ammasso dei rifiuti, lo dimostra chiaramente, come d’altronde alcuni scenari dei quartieri oltre il Gra, tutt’altro che usciti dalla crisi dei sacchetti in strada con una semplice domenica di pulizia.

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