Venezuela, sit in di protesta contro Maduro: 2 morti Dopo sette settimane di manifestazioni, si allunga la lista delle persone morte durante gli scontri. L'ultimo bilancio parla di almeno 45 decessi

204
venezuela

Non si fermano in Venezuela le proteste contro il presidente Nicolas Maduro: migliaia di oppositori sono scesi in strada e hanno bloccato importanti arterie con sit-in che hanno scatenato violenze, non solo a Caracas ma in tutto il Paese. Almeno due i morti, tra i quali anche un giovane di 18 anni nello Stato di Tachira. E’ la settima settimana di proteste per chiedere nuove elezioni e che Maduro abbandoni la proposta di un’Assemblea Costituente. E intanto si allunga la lista dei morti dall’inizio di aprile, almeno 45, e quella dei feriti, ormai centinaia. La settimana si preannuncia ricca di altri manifestazioni perché gli oppositori hanno annunciato nuove proteste.

“Finché c’è dittatura ci sarà protesta”

L’ex candidato alla presidenza dell’opposizione, Henrique Capriles, ha dichiarato alla stampa che la protesta nelle strade durerà “dodici ore o finché il nostro corpo ci sosterrà”. Capriles ha anche fatto allusione alla repressione delle forze dell’ordine messa in atto durante le manifestazioni che, oramai, proseguono da oltre un mese. Durante le proteste si sono verificati scontri con le forze dell’ordine e, l’ultimo bilancio, parla di almeno 45 morti. “Finché ci sarà dittatura ci saranno proteste“, ha minacciato Freddy Guevara, vicepresidente del Parlamento venezuelano, secondo il quale “ciò che conta è dimostrare al governo che possiamo paralizzare tutto il Paese e non solo i quartieri benestanti di Caracas”.

I ministri Ue: “L’uso della forza non risolverà la crisi”

La violenza e l’uso della forza non risolveranno la crisi nel paese“. E’ scritto nelle conclusioni approvate dal Consiglio dei ministri degli esteri europei e che riprendono quelle del 18 luglio 2016 a favore di “un dialogo urgente, costruttivo ed efficace tra il governo e la maggioranza parlamentare” in Venezuela. I ministri tuttavia osservano che “nei 10 mesi passati, gli sforzi di mediazione non hanno portato i risultati sperati ed il processo è stagnante” e “la polarizzazione sta aumentando, la situazione economica e sociale sta ulteriormente peggiorando e la violenza è aumentata provocando molteplici morti e feriti”. Nelle conclusioni, i ministri dell’Ue, hanno sottolineato che nel Paese sudamericano vivono oltre 600 mila cittadini europei e, proprio per questo motivo, l’Unione europea ha ribadito di “essere pronta a cooperare con le autorità per assicurare assistenza, protezione e sicurezza a tutti i cittadini europei in Venezuela“.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS