“E’ triste un mondo senza bambini”, al Colosseo passeggini vuoti contro la denatalità Il fash mob è organizzato dal Forum delle Associazioni Familiari in occasione della XXIII Giornata Internazionale della Famiglia

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Il Forum delle Associazioni Familiari, che ogni anno celebra la Giornata internazionale della famiglia, istituita dall’Onu nel 1992, propone un momento di festa per riflettere sulla grave crisi demografica che sta colpendo l’Italia. Così, questa mattina la città di Roma si è svegliata con un flash mob nei pressi del Colosseo. Sotto l’Arco di Costantino, migliaia di famiglie e i loro passeggini, rigorosamente vuoti, immagine simbolica di una nazione che sta scomparendo, cercheranno di anticipare visivamente quello che potrebbe essere il futuro del Bel Paese se non si corre ai ripari invertendo.

I figli non sono un peso ma un bene comune

Obiettivo dell’evento, spiegano gli organizzatori, “è denunciare l’emergenza, ma al tempo stesso raccontare la bellezza della famiglia e l’importanza delle nuove generazioni da considerare non come un peso, ma come un bene comune. La manifestazione non avrà alcun riferimento politico o partitico, non ci saranno loghi o bandiere di associazioni o slogan ad effetto. E non è prevista la partecipazione di esponenti della politica”.

De Paolo: “Triste un mondo senza bambini”

“Il calo demografico sta facendo scomparire l’Italia, ma sembra che a nessuno importi”, denuncia Gianluigi De Palo, presidente del Forum delle Associazioni Familiari, che ribadisce la “tristezza di un mondo senza bambini”. Ai microfoni della Radio Vaticana, De Paolo ricorda che ogni anno, in occasione della Giornata internazionale della famiglia, il Forum organizza un convegno. “Quest’anno abbiamo deciso di optare per un convegno a porte aperte cercando di far ragionare l’opinione pubblica, il Paese tutto, su un fatto molto concreto: il tema della denatalità. Questo non è uno dei tanti temi, ma è il tema che ci contraddistinguerà, che terrà banco per i prossimi 20 anni nel nostro Paese. Considerando che tra poco meno di 50 anni, secondo l’Istat, avremo circa sette milioni di italiani in meno”.

I partecipanti

Tra i partecipanti, famiglie e persone di buona volontà. Ma non mancano i giovani, “perché anche per loro il tema della denatalità, il tema del creare una famiglia è serio e reale – aggiunge De Paolo -: in molti ormai emigrano per realizzare i loro sogni familiari e lavorativi. Parteciperanno i forum da tutta Italia, parteciperanno le associazioni che compongono i forum … ci saranno tante persone che porteranno il loro passeggino per dire: ‘Non vi dimenticate di noi’. Chi fa un figlio, oggi, è un eroe: noi dobbiamo trasformare gli eroi di oggi, perché mettono su famiglia, in persone che semplicemente vivono la loro vita. Questo è quello che chiedono le famiglie”.

Una foto dell’Italia

“Noi vogliamo fare una fotografia, un’immagine che possa fare il giro del mondo e possa dire a tutte le persone che la vedranno che l’Italia ha un problema”, prosegue il presidente dell’Associazione Famiglie. “Il Paese deve prendere atto di questo problema reale e concreto, il Bel Paese molto probabilmente, se continua di questo passo, non avrà più non solo la previdenza, ma neanche il welfare così come l’abbiamo immaginato, né la sanità gratuita. Perché se non c’è un ricambio generazionale – aggiunge -, se i figli non vengono considerati un bene comune ma vengono considerati un peso, un Paese non ha futuro. I Paesi emergenti nel mondo hanno un ‘più’ per quanto riguarda la natalità. Noi non solo abbiamo un ‘meno’, ma lo abbiamo da tantissimo tempo”.

Nessun sostegno alla famiglia

Secondo il presidente De Paolo, oggi in Italia “non ci sono sostegni nei confronti della famiglia”. “Tutte le iniziative spesso mostrano l’inadeguatezza di un ragionamento ampio. Un ‘bonus’ non risolve i problemi della denatalità. Le famiglie chiedono fiducia e un investimento serio, come la revisione fiscale, perché oggi come oggi mettere al mondo un figlio è una delle prime cause di povertà”. Inoltre, chi si sposa rischia di avere meno diritti di chi, invece, si separa fittiziamente. “Bisogna porre al centro del dibattito pubblico una serie di temi che stiamo procrastinando da troppo tempo”. Per De Paolo, “la famiglia non è un problema”, bensì la soluzione. “Prima ce ne rendiamo conto, prima ce ne facciamo carico, prima politicamente troviamo delle soluzioni e molto probabilmente prima usciremo anche da questa crisi economica che pare non avere un senso, perché tutti i sacrifici che si stanno affrontando, se tra un po’ non ci saranno più figli, per chi li stiamo facendo?”, conclude.

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