Fatima, nella notte la preghiera del rosario presieduta da Papa Francesco Il Pontefice: "Con Cristo e Maria rimaniamo in Dio. Se vogliamo essere cristiani dobbiamo essere mariani"

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“Con Cristo e Maria, noi rimaniamo in Dio. Infatti, ‘se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani, cioè dobbiamo riconoscere il rapporto essenziale, vitale e provvidenziale che unisce la Madonna a Gesù, e che apre a noi la via che a Lui ci conduce'”. E’ il saluto che rivolge Papa Francesco alle migliaia di persone che affollano il piazzale antistante il Santuario della Cova de Iria, accorse per recitare con il Santo Padre la preghiera del rosario alla vigilia del centenario delle apparizioni della Vergine Maria a Fatima. Sotto un cielo stellato, Bergoglio benedice le candele, la cui fiamma danza piegata dal vento che imperversa dolcemente sul piazzale. Ai fedeli ricorda che bisogna anteporre “la misericordia” al “giudizio di Dio”, che sarà sempre fatto “alla luce della sua misericordia”. Ovviamente, sottolinea il Papa, “la misericordia di Dio non nega la giustizia“, perché Gesù “non negò il peccato”, ma lo ha “pagato per noi sulla Croce”.

In Maria contempliamo il volto di Dio

Il Papa ringrazia i pellegrini per l’accoglienza che gli è stata riservata e per essersi uniti a lui in questo viaggio “vissuto nella speranza e nella pace“. Ai presenti, e a chi lo segue tramite i mezzi di comunicazione, il Pontefice assicura: “Desidero assicurare a quanti vi trovate uniti con me, qui o altrove, che vi porto tutti nel cuore. Sento che Gesù vi ha affidati a me, e abbraccio e affido a Gesù tutti”, in particolare “quelli che più ne hanno bisogno”, dice citando le parole della Vergine pronunciate durante l’apparizione di luglio del 1917. Su tutti i “diseredati e infelici ai quali è stato rubato il presente, su ciascuno degli esclusi e abbandonati ai quali viene negato il futuro, su ciascuno degli orfani e vittime di ingiustizia ai quali non è permesso avere un passato”, il Papa invoca la benedizione di Cristo e lo fa citando i versi del libro dei Numeri. Una benedizione che, fa notare il Pontefice, “si è adempiuta pienamente nella Vergine Maria, poiché nessun’altra creatura ha visto risplendere su di sé il volto di Dio“. E noi ora, nei misteri del rosario, possiamo contemplare il volto di Dio.

Per essere cristiani dobbiamo essere mariani

Il Santo Padre, citando poi un discorso di Paolo VI, aggiunge: “Se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani, cioè dobbiamo riconoscere il rapporto essenziale, vitale e provvidenziale che unisce la Madonna a Gesù, e che apre a noi la via che a Lui ci conduce”. Allora, in qualsiasi posto si reciti il rosario, “il Vangelo riprende la sua strada nella vita di ognuno”, rendendoci pellegrini “con Maria“. Il Papa domanda “quale Maria” il cristiano deve seguire. Francesco fa l’esempio dei vari “stereotipi” che spesso vengono accomunati alla Vergine, affiancandoli al vero ritratto della Madonna: “La Vergine Maria del Vangelo, venerata dalla Chiesa orante, o invece una Maria abbozzata da sensibilità soggettive che La vedono tener fermo il braccio giustiziere di Dio pronto a punire: una Maria migliore del Cristo, visto come Giudice spietato; più misericordiosa dell’Agnello immolato per noi?

Anteporre la misericordia al giudizio

Il Pontefice sottolinea poi il ruolo, alle volte dimenticato, ma allo stesso tempo importantissimo, della misericordia. Infatti, fa notare Bergoglio, “grande ingiustizia si commette contro Dio e la sua grazia, quando si afferma in primo luogo che i peccati sono puniti dal suo giudizio, senza anteporre”, come invece afferma il Vangelo, “che sono perdonati dalla sua misericordia!”. “Dobbiamo anteporre la misericordia al giudizio“, ribadisce il Santo Padre, ricordando che “comunque il giudizio di Dio sarà sempre fatto alla luce della sua misericordia”. Ovviamente, prosegue il Pontefice, “la misericordia di Dio non nega la giustizia“, perché Cristo “non negò il peccato“, ma lo ha pagato “per noi sulla Croce”. “Ogni volta che guardiamo a Maria torniamo a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto”, aggiunge. Nella Madonna possiamo osservare, infatti, che “l‘umiltà e la tenerezza non sono virtù le dei deboli ma dei forti, che non hanno bisogno di maltrattare gli altri per sentirsi importanti”. E ciò fa di lei “un modello ecclesiale per l’evangelizzazione”. Quindi, l’augurio affinché ciascun cristiano possa diventare, “con Maria” un “segno della misericordia di Dio che perdona sempre” e “tutto”.

Cantare la gioia della misericordia

Sotto il dolce sguardo della Vergine “possiamo cantare con gioia le misericordie del Signore”, conclude il Papa. “La misericordia, che ha avuto verso tutti i tuoi santi e verso l’intero popolo fedele, è arrivata anche a me – prega rivolgendosi a Dio -. A causa dell’orgoglio del mio cuore, ho vissuto distratto dietro le mie ambizioni e i miei interessi, senza riuscire però a occupare alcun trono, o Signore! L’unica possibilità di esaltazione che ho è questa: che la tua Madre mi prenda in braccio, mi copra con il suo mantello e mi collochi accanto al tuo Cuore”.

La messa nella notte

Dopo la preghiera del rosario, Francesco lascia il Santuario, dove ha luogo la processione delle candele con la statua della Madonna di Fatima. La processione muove dal luogo delle apparizioni fino al sagrato dell’enorme chiesa che domina la piazza. Qui, ha luogo la celebrazione della Santa Messa, presieduta dal cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin.

Photo by L’Osservatore Romano

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