Incendio “Eco X”, sotto inchiesta l’amministratore. Dalla Procura: “Cause ancora ignote” Al momento, ha specificato il procuratore in conferenza stampa, non ci sono elementi per considerare doloso il rogo. Il sindaco Fucci: "Il Comune va risarcito"

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incendio Pomezia

Trascorsi sei giorni dall’incendio che ha devastato lo stabilimento della “Eco X”, destinata allo stoccaggio dei rifiuti, siamo in prossimità della riapertura definitiva delle scuole (prevista per il 12 maggio) ma, soprattutto, emerge il primo nome posto sotto inchiesta dalla Procura di Velletri, incaricata dell’indagine: si tratta di Antonio Buongiovanni, amministratore unico della società, indagato per incendio e inquinamento colposo. A rivelarlo è stato il procuratore Francesco Prete, nel corso di una conferenza stampa: “Allo stato attuale non ci sono elementi per parlare di incendio doloso. Le cause del rogo sono ancora ignote ma è stato accertato che l’innesco è avvenuto all’esterno dei due capannoni in una zona in cui era accatastata un ingente quantità di rifiuti”. Secondo quanto riportato, le fiamme potrebbero essere state appiccate in modo accidentale.

Fucci: “Conosciamo il business sui rifiuti”

E, mentre le indagini del Noe proseguono, il sindaco di Pomezia, Fabio Fucci, è intervenuto durante il Consiglio comunale straordinario convocato in merito all’incendio, spiegando che “se verranno accertate le responsabilità e se si andrà a processo questa è la decisione dell’amministrazione: la città deve essere risarcita per l’enorme danno che questo incendio ha provocato all’ambiente e alla comunità di Pomezia”. Il primo cittadino è poi tornato sugli accertamenti in corso, specificando di non credere che i rifiuti siano arsi da soli: “Non lo credo perché dal 2015, nella nostra area, tanti impianti hanno preso fuoco e perché dalle cronache giudiziarie conosciamo tutti il business che c’è sui rifiuti e i legami che ci sono con la criminalità”.

Analisi sul latte

Nel frattempo, l’istituto Zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana, dopo aver controllato gli ortaggi, ha deciso di effettuare dei rilevamenti anche sul latte “in considerazione della necessità che gli animali vi concentrino eventuali sostanze nocive assunte”. Il campionamento verrà messo in atto a partire dal 12 maggio e, in totale, verranno analizzati 12 campioni di latte fino a venerdì 19 (2 tra il 12 e il 13 per poi selezionarne 2 al giorno): “Le Aziende che non ricadono nell’area soggetta a restrizioni possono ottenere dall’Asl di competenza gli attestati necessari mentre le aziende che si trovano nell’area di restrizione potranno autocertificare il rispetto dei divieti dell’ordinanza sindacale, ovvero che gli animali non hanno avuto accesso al pascolo e sono
stati alimentati con mangimi e foraggi non prodotti in loco o prodotti in loco prima del 5 maggio 2017 ed in ogni caso conservati al riparo dell’inquinamento”. Questa le indicazioni fornite dall’istituto per permettere alla Asl di rilasciare autorizzazioni al commercio di latte crudo.

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