Yemen: missili contro le basi saudite di al-Fawaz e al-Makhrouq L'esercito ha colpito le istallazioni arabe "per ritorsione". Si registrano morti e feriti

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L’esercito dello Yemen ha lanciato un attacco missilistico di “ritorsione” contro due basi dell’Arabia Saudita nei pressi della città di Najran, nella zona di confine Sud-occidentale, provocando decine di morti e feriti tra i soldati di Riad. Lo ha riferito l’emittente iraniana PressTv. Le basi militari saudite colpite dall’artiglieria yemenita sono quelle di al-Fawaz e al-Makhrouq. Un altro attacco di terra è stato sferrato all’interno dello Yemen, nella provincia di Maarib, provocando la morte di quattro militari della coalizione a guida saudita.

Il Paese è stremato da oltre due anni di guerra e Medici senza Frontiere ha lanciato un nuovo allarme sull’epidemia di colera a diarrea acuta scoppiata lo scorso ottobre. Per far fronte a questa emergenza, Msf ha aperto centri per il trattamento del colera all’interno di cinque ospedali e sta sostenendo altre strutture gestite dalle autorità sanitarie locali. Dalla fine di aprile le équipe di Msf hanno curato 276 pazienti nell’ospedale di Al Nasr e nel centro sanitario di Al Salam, nel governatorato di Al Dhale. Dal 30 marzo hanno inoltre curato 263 pazienti nell’ospedale di Abs, nel governatorato di Haja.

Altre centinaia di malati sono stati ricevuti nelle ultime settimane in tre ospedali nei governatorati di Ibb, di Taiz e di Amran. Mentre le autorità locali hanno riportato 310 casi nella capitale Sanaa. Dal marzo del 2015 molti ospedali hanno smesso di funzionare a causa del conflitto e per milioni di persone l’accesso alle cure è diventato estremamente difficile. Dal settembre 2016, inoltre, altre strutture sanitarie hanno cessato l’attività a causa della mancanza di risorse finanziarie e attrezzature. “Siamo preoccupati che l’epidemia continui a diffondersi e vada fuori controllo“, ha detto Shinjiro Murata, capo missione di Msf in Yemen, chiedendo “un immediato supporto alle strutture sanitarie e alle comunità locali nelle aree colpite“.

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