Tortura, Grasso: “Il diritto internazionale ci chiede una legge” Il presidente del Senato: "E' un crimine di guerra e contro l'umanità. In corso un dibattito parlamentare"

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“E’ in corso il dibattito parlamentare per dotare finalmente l’Italia di una norma penale contro la tortura: una prerogativa delle parti politiche e io mi limito a ricordare che il diritto internazionale richiede che si vietino e puniscano le condotte dei pubblici ufficiali che provocano grave sofferenza fisica o psichica su persone in stato di detenzione o comunque sotto il loro controllo, al fine di punirle indebitamente, di estorcere confessioni o informazioni“. Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, nel suo intervento in occasione della presentazione della Rivista Scientifica “Diritto Penale della Globalizzazione”.

“Segnalo – ha aggiunto – anche il rilievo della tortura che è al tempo stesso un crimine internazionale, una forma di crimine di guerra e crimine contro l’umanità e un delitto negli ordinamenti interni”.

Nella stessa occasione Grasso ha spiegato che “l’approccio geopolitico è particolarmente utile anche a proposito di una lunga serie di crimini emergenti: penso all’uso e all’abuso del web e delle nuove tecnologie per violare le comunicazioni, accedere a informazioni riservate, diffondere ideologie violente o commettere appropriazioni, truffe ed altri reati“. Ma anche “la criminalità ambientale, i reati contro il patrimonio culturale, le frodi alimentari e la contraffazione di beni, in particolare medicinali, giocattoli e prodotti per l’igiene personale. Si tratta di settori criminali strettamente connessi ai fenomeni della globalizzazione, ai quali la Rivista potrà apportare un contributo di studio importante”.

Grasso ha poi spiegato che “alla politica spetta sempre la difficile responsabilità di tutelare la vita e la serenità dei cittadini, mantenendo però la saggezza e la lucidità necessarie per combattere il delitto, le atrocità e la barbarie con gli strumenti dello Stato di diritto, della democrazia, della diplomazia e del multilateralismo. In questo compito le istituzioni devono anche imparare ad ascoltare con attenzione e rispetto la competenza appassionata di voi studiosi ed esperti“.

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