Regina Coeli, il Papa: “Siamo legati a Cristo, rinunciamo alle false sapienze del mondo” Ad affacciarsi in piazza San Pietro, accanto al Pontefice, quattro sacerdoti ordinati questa mattina nella basilica vaticana

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“C’è una dimensione dell’esperienza cristiana che forse lasciamo un po’ in ombra: la dimensione spirituale e affettiva. Il sentirci legati da un vincolo speciale al Signore come le pecore al loro pastore. A volte razionalizziamo troppo la fede e rischiamo di perdere la percezione del timbro di quella voce, della voce di Cristo buon pastore, che stimola e affascina”. Così Papa Francesco, al termine della messa celebrata nella basilica vaticana, dove ha ordinato dieci nuovi sacerdoti, si rivolge ai tanti pellegrini accorsi in piazza San Pietro per la preghiera del Regina Coeli, che nel tempo di Pasqua sostituisce quella dell’Angelus. Ad affacciarsi insieme al Pontefice, quattro dei sei neo sacerdoti della Diocesi di Roma ordinati in mattinata proprio da Bergoglio. Prendendo spunto dal Vangelo proposto dalla liturgia odierna, Papa Francesco fa notare che Gesù “si presenta con due immagini che si completano a vicenda. L’immagine del pastore e l’immagine della porta dell’ovile”.

Gesù buon pastore

“Cristo, Buon Pastore, è diventato la porta della salvezza dell’umanità, perché ha offerto la vita per le sue pecore”, dice Papa Francesco. Cristo, infatti, è un capo la cui autorità si esprime nel servizio , “un capo che per comandare dona la vita e non chiede ad altri di sacrificarla. Di un capo così ci si può fidare”. E questo erché le pecore sanno che con lui si va verso pascoli abbondanti tanto che basta un segnale ed esse obbediscono, guidate dalla voce di colui che sentono come “presenza amica, forte e dolce insieme”. “Così è Cristo per noi. C’è una dimensione dell’esperienza cristiana che forse lasciamo un po’ in ombra: la dimensione spirituale e affettiva. Il sentirci legati da un vincolo speciale al Signore come le pecore al loro pastore. A volte razionalizziamo troppo la fede e rischiamo di perdere la percezione del timbro di quella voce, della voce di Gesù buon pastore, che stimola e affascina”.

Distinguere la voce di Cristo da quella del mondo

Questa è stata l’esperienza dei discepoli di Emmaus a cui ardeva il cuore sentendo il Risorto parlare: “È la meravigliosa esperienza di sentirsi amati da Gesù. Fatevi la domanda: ‘Io mi sento amato da Gesù? Io mi sento amata da Gesù?’. Per Lui non siamo mai degli estranei, ma amici e fratelli. Eppure non è sempre facile distinguere la voce del pastore buono. State attenti: c’è sempre il rischio di essere distratti dal frastuono di tante altre voci. Oggi siamo invitati a non lasciarci distogliere dalle false sapienze di questo mondo, ma a seguire Gesù, il Risorto, come unica guida sicura che dà senso alla nostra vita”. Quindi in questa Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni, Francesco chiede di pregare perché il Signore mandi “buoni pastori” e per i dieci nuovi sacerdoti ordinati da lui poco prima.

Preghiamo il rosario per la pace

Dopo la preghiera del Regina Coeli, ricorda i nuovi beati proclamati ieri in Spagna, “uccisi in odio alla fede in un tempo di persecuzione religiosa”. Il loro martirio, auspica, “susciti nella Chiesa il desiderio di testimoniate con fortezza il Vangelo della carità”. Un ringraziamento, poi all’Associazione Meter, impegnata da oltre vent’anni contro ogni forma di abuso sui minori. “Grazie: grazie tante per il vostro impegno nella Chiesa e nella società; e andate avanti con coraggio!” ha detto agli aderenti alla XXI Giornata dei bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e dell’indifferenza contro la pedofilia, organizzata dall’Associazione, presenti in piazza San Pietro. Quindi, conclude: “Domani rivolgeremo la Supplica alla Madonna del Rosario di Pompei; in questo mese di maggio preghiamo il Rosario in particolare per la pace. Mi raccomando: preghiamo il Rosario per la pace, come ha chiesto la Vergine a Fatima, dove mi recherò in pellegrinaggio tra pochi giorni, in occasione del centenario della prima apparizione”.

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