Colorado: la riserva naturale non si trasferisce e sopprime 11 animali

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animali lion's gate

Una disputa burocratica, un’intesa mancata e una decisione choc come conclusione. Tre passaggi fondamentali, brevi ma che ben descrivono quanto accaduto nella contea di Elbert, in Colorado, dove un contenzioso fra amministrazione locale e gestori di una riserva naturalistica sullo spostamento degli animali ospitati al suo interno, si è risolto in un nulla di fatto, portando alla drastica decisione dei due dirigenti del “Lion’s gate sanctuary” di sopprimere gli 11 animali presenti (nello specifico, 3 tigri, 3 leoni e 5 orsi). Un episodio che, ovviamente, ha destato una certa perplessità nell’opinione pubblica e scatenato la vibrante protesta (tanto da costringere il sito web della riserva a chiudere) di numerose associazioni animaliste ma anche delle altre riserve naturalistiche che sarebbero state ben liete di accogliere gli animali.

La disputa

Ma cosa è successo? Una vicenda alquanto paradossale che, come spesso accade, nasce da incomprensioni burocratiche legate a una mancata coordinazione fra amministratori pubblici e operatori privati. Il “Lion’s gate”, a seguito di una serie di allagamenti, era diventato, a detta dei proprietari, impraticabile per gli animali che, per questo, avrebbero avuto bisogno di essere trasferiti in una nuova area, assieme alla stessa riserva non più in grado di garantire la loro salvaguardia. I tre membri della commissione chiamata a esprimersi sulla questione, però, hanno negato il permesso per effettuare lo spostamento, ponendo come motivazione la mancata presenza di “piani di emergenza chiari che assicurassero la sicurezza sia degli animali che dei residenti nelle zone limitrofe”, sostenendo inoltre come una riserva vicina si fosse offerta per prendere con sé gli 11 ospiti.

La decisione: uccidere gli animali

Nonostante l’iniziale e dichiarato intento di proseguire la propria attività indipendentemente dalla risposta dell’amministrazione, i due gestori del parco hanno praticato una vera e propria eutanasia agli animali, sostenendo come per loro non ci fosse più nulla da fare. “La notizia dell’abbattimento da parte di Lion’s Gate di tutti gli animali, in tempi così rapidi dopo la nostra decisione, è stata uno choc”, hanno commentato i tre commissari. Effettivamente, la scelta di sopprimere gli 11 ospiti ha destato stupore e incredulità, specie da parte di altre riserve naturalistiche pronte a sopperire al bisogno del “Lion’s Gate”: “La commissione non ha preso sul serio la nostra domanda – hanno spiegato i due gestori – e la situazione dei nostri animali, così come la sicurezza dei residenti della contea di Elbert. Abbiamo sottolineato che non era più sicuro lasciare gli animali in quella riserva ed era necessario spostarli”. Eppure questo non è stato fatto, arrivando addirittura all’uccisione di mass poiché, a loro giudizio, essendo gli animali anziani e, alcuni, con disabilità, difficilmente si sarebbero adattati a una nuova realtà, risultando comunque destinati a morire. Non è dello stesso parere il gestore della riserva del “Wildlife sanctuary”: “Nel caso specifico di Lion’s Gate, trattandosi di pochi animali, sarebbe stato facile spostarli in un’altra riserva. Sono certo che molte organizzazioni sarebbero state felici di aiutarli”.

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