Le fake news a tavola, dalle bufale alle frodi

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Le fake news minacciano la tavola degli italiani spingendo a comportamenti insensati e anche pericolosi per la salute. Come dimostra l’indagine Coldiretti/Ixè che è stata divulgata alla presentazione della campagna #stopfakeatavola promossa dalla Coldiretti e dall’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare venerdì 5 maggio al Centro Congressi Palazzo Rospigliosi, sede Coldiretti, nell’ambito del corso di formazione organizzato in collaborazione con la Scuola Superiore della Magistratura.

Le bufale sul web

 Si moltiplicano infatti sul web le bufale sulle caratteristiche dei cibi che si traducono in vere e proprie frodi alimentari che sono l’oggetto dell’appuntamento al quale hanno preso parte i Vertici di tutte le forze dell’ordine impegnate nel garantire la sicurezza alimentare dei cittadini, tra i quali Gen. D. Claudio Vincelli, Comandante Comando Carabinieri per la Tutela della Salute Nas, Gen. D. Gennaro Vecchione, Comandante delle Unità Speciali della Guardia di Finanza, Gen. C.A. Antonio Ricciardi Comandante Unità per la tutela forestale ambientale e agroalimentare, Stefano Vaccari, Capo del Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari insieme a Gian Carlo Caselli, Presidente Comitato scientifico dell'”Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare” e a Roberto Moncalvo, Presidente Coldiretti.
“Il 25% degli italiani – sottolinea Coldiretti – partecipa a community/blog/chat in internet centrate sul cibo, proprie o di altri, che influenzano le scelte di acquisto in modo non sempre corretto e veritiero”. “La scorretta informazione nell’alimentare ha un peso più rilevante che negli altri settori perchè va a influenzare direttamente la salute. Per questo dobbiamo prestare particolare attenzione ed essere grati a quanti sono impegnati nello smascherare gli inganni”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. “Internet però non va criminalizzato – ha aggiunto – perché può svolgere un ruolo di controllo importante in un sistema in cui l’informazione alimentare purtroppo rischia di essere influenzata soprattutto dalle grandi multinazionali grazie alla disponibilità di risorse pubblicitarie investite”.

La top ten delle Fake news: dal latte al Kamut

E’ stata presentata la top ten delle fake news a tavola più diffuse in rete con l’esposizione degli esempi concreti.
Molti credono che il latte sia dannoso perché è un alimento destinato all’accrescimento. In realtà, il genoma si è modificato per consentire anche in età adulta la produzione dell’enzima deputato a scindere il lattosio.
“Le banane – continua Coldiretti – a differenza di quanto comunemente sostenuto, sono solo al nono posto tra i prodotti ortofrutticoli ricchi di potassio che al vertice della graduatoria vede gli spinaci crudi, seguiti dalla rucola e dai cavolini crudi. Sono poi in molti a credere sul web che lo zucchero di canna sia più salutare di quello bianco e contenga meno calorie, mentre in realtà lo zucchero di canna ha le stesse caratteristiche di quello bianco raffinato.
Infine, il Kamut. “Spesso esaltato come antica varietà di cereali con proprietà esclusive, non è altro che un marchio commerciale privato, registrato negli Usa, con cui viene venduto il grano della varietà Khorasan, varietà coltivata anche in Italia con caratteristiche che possono essere ritrovate anche nel farro o nella varietà di grano duro italiane come Senatore Cappelli”.

Le frodi alimentari: le attività di contrasto

Al corso sono stati anche illustrati per la prima volta i risultati dell’attività di contrasto alle frodi alimentari nel 2017 da parte delle forze dell’ordine. Nel primo quadrimestre del 2017 – dice l’Ansa – sono stati sequestrati dall’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi (Icqrf) del Ministero delle Politiche Agricole prodotti alimentari per un valore di oltre 59,3 milioni di euro, mentre nell’analogo periodo dello scorso anno il valore era stato di 3,29 milioni.
Sul podio degli interventi fatti dall’Icqrf all’estero e in rete web, spiccano le frodi sul prosecco, il parmigiano reggiano e i ‘wine kit’, “ossia polveri miracolose – spiega Coldiretti – che promettono in pochi giorni di ottenere le etichette più prestigiose come Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Lambrusco”.
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