Siria, il Pentagono ammette di aver colpito civili nel corso di un raid contro Al Qaeda Lo riferisce la Cnn citando fonti dell'amministrazione Usa. Il vero obiettivo dell'attacco era un meeting di terroristi

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Il Pentagono ha ammesso di aver colpito per errore un edificio che faceva parte del complesso di una moschea in Siria. Lo hanno riferito alla Cnn alcune fonti dell’amministrazione Usa dopo che per settimane il dipartimento della Difesa aveva respinto le accuse, comprese quelle di aver provocato la morte di civili. La versione finora accreditata sosteneva che nel raid, condotto con droni e aerei, era stato colpito un edificio vicino alla moschea dove si stava svolgendo un meeting di membri di al Qaeda.

Intanto gli stessi Stati Uniti hanno espresso apprezzamento per l’accordo raggiunto ad Astana tra Russia, Turchia e Iran per la creazione di zone di de-escalation in certe aree della Siria, intesa in realtà bocciata dai ribelli armati. Gli Usa restano però “prudenti” e “continuano ad avere alcune preoccupazioni, compreso il coinvolgimento dell’Iran come cosiddetto ‘garante'”.

“Le attività dell’Iran in Siria hanno solo contribuito alla violenza, non a fermarla, e l’indiscutibile sostegno dell’Iran per il regime di Assad ha perpetuato la miseria dei siriani”, sostiene il dipartimento di stato in una nota. In ogni caso Washington spera “che questo accordo possa contribuire alla de-escalation della violenza, alla fine delle sofferenze del popolo siriano e a gettare le basi per una soluzione politica del conflitto. Non vediamo l’ora di continuare il nostro dialogo con la Russia sugli sforzi che possono responsabilmente mettere fine al conflitto in Siria. Esprimiamo forte supporto al processo guidato dall’Onu a Ginevra sotto la guida di Staffan de Mistura“. Gli Stati Uniti, in ogni caso, “si aspettano che il regime fermi tutti gli attacchi contro i civili e le forze di opposizione, cosa che non ha mai fatto e che la Russia assicuri il rispetto di questo impegno da parte del regime”. Washington chiede anche all’opposizione di mantenere i suoi impegni, con la Turchia come garante, per separarsi dai gruppi designati come terroristi.

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