Riforma dei media vaticani, il Papa: “No all’attaccamento a un passato glorioso, ma gioco di squadra per rispondere a nuove sfide” Il Pontefice ha chiesto ai membri della Segreteria per le comunicazioni di portare a compimento il cammino di una riforma che però dovrà realizzarsi avendo cura di valorizzare "quanto nella storia si è sviluppato all'interno dell'assetto della comunicazione della Sede Apostolica"

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“Non lasciamoci vincere dalla tentazione dell’attaccamento a un passato glorioso; facciamo invece un grande gioco di squadra per meglio rispondere alle nuove sfide comunicative che la cultura di oggi ci domanda, senza paure e senza immaginare scenari apocalittici”. Sono queste le parole di incoraggiamento che Papa Francesco ha pronunciato ricevendo in udienza monsignor Dario Viganò, prefetto del Dicastero, e i membri della Segreteria per la comunicazione.

La riforma “irreversibile” dei media vaticani

“L’Osservatore Romano, che dal prossimo anno entrerà a far parte del nuovo Dicastero, dovrà trovare una modalità nuova e diversa, per poter raggiungere un numero di lettori superiore a quello che riesce a realizzare in formato cartaceo; la Radio Vaticana, da anni diventata un insieme di portali, va ripensata secondo modelli nuovi e adeguata alle moderne tecnologie e alle esigenze dei nostri contemporanei; anche la Libreria Editrice Vaticana e l’antica Tipografia Poliglotta Vaticana entreranno a far parte della grande comunità di lavoro del nuovo Dicastero, e questo richiederà la disponibilità ad armonizzarsi con il nuovo disegno produttivo e distributivo”. Il Pontefice ha spiegato che le sue parole tratteggiano la riforma “irreversibile” dei media vaticani, che però dovrà realizzarsi avendo cura di valorizzare “quanto nella storia si è sviluppato all’interno dell’assetto della comunicazione della Sede Apostolica”. Inoltre, Papa Francesco ha ricordato che questo processo è iniziato con la costituzione della Segreteria per la comunicazione, dicastero che il prossimo 27 giugno celebrerà i due anni di vita e che “si presenta in piena riforma, dal momento che è una realtà nuova che sta muovendo ormai passi irreversibili”.

 L’esigenza di una “convergenza digitale”

Dopo aver sottolineato che non si tratta di “un coordinamento o di una fusione di precedenti dicasteri, ma di costruire una vera e propria istituzione ex novo”, il Pontefice ha spiegato che “questo nuovo sistema comunicativo nasce dall’esigenza della cosiddetta ‘convergenza digitale'”. Parlando ai membri della Segreteria per le comunicazioni, inoltre, Papa Francesco ha che “la storia è indubbiamente un patrimonio di esperienze preziose da conservare e usare come spinta verso il futuro. Diversamente essa si ridurrebbe a un museo, interessante e bello da visitare, ma non in grado di fornire forza e coraggio per il proseguimento del cammino”.

Un incoraggiamento a “portare a compimento il cammino”.

“Cari fratelli e sorelle, il lavoro che vi aspetta – ha osservato il Pontefice rivolto a don Vigano’ e ai membri del nuovo dicastero – e’ ampio e articolato”. “Con il contributo di ciascuno, si porterà a compimento questa riforma che, “valorizzando quanto nella storia si è sviluppato all’interno dell’assetto della comunicazione della Sede Apostolica”, è ordinata a “una integrazione e gestione unitaria”. “Vi incoraggio pertanto – ha continuato il Papa sempre rivolto ai membri del Dicastero – a lavorare nelle commissioni di studio, con analisi dettagliate e, una volta individuati i percorsi, a decidere e procedere coraggiosamente secondo i criteri scelti. Vi chiedo inoltre – ha poi concluso – che il criterio-guida sia quello apostolico, missionario, con una speciale attenzione alle situazioni di disagio, di povertà, di difficoltà, nella consapevolezza che anche queste oggi vanno affrontate con soluzioni adeguate. Così diventa possibile portare il Vangelo a tutti, valorizzare le risorse umane, senza sostituirsi alla comunicazione delle Chiese locali e, al tempo stesso, sostenendo le comunità ecclesiali che più hanno bisogno”. L’udienza di oggi, in occasione della Prima Assemblea Plenaria della Segreteria per la Comunicazione, è stata anche l’occasione per ringraziare il prefetto, monsignor Vigano’, e “quanti hanno contribuito in vari modi alla preparazione del lavoro di questi giorni”.

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