Iraq: ripresa l’offensiva su Mosul per strappare all’Isis gli ultimi quartieri L'attacco è stato annunciato generale Abdul Amir Yarallah. A Kirkuk si registrano tensioni interetniche

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Le forze governative hanno ripreso oggi l’offensiva per strappare all’Isis gli ultimi quartieri nel centro di Mosul, sulla sponda occidentale del fiume Tigri, cercando di sfondare le linee jihadiste partendo dal nord. “A partire dalle 06:00 di oggi – ha detto in un comunicato il generale Abdul Amir Yarallah, comandante dell’offensiva – unità della 9/a divisione corazzata, della 173/a brigata e dei reparti di pronto intervento della polizia federale hanno lanciato un’offensiva nel nord della parte occidentale di Mosul, prendendo di mira le località di Mesherfa, Hawi Al Kanisa e Hermat“. Secondo il comandante della polizia federale, generale Raed Shaker Jawdat, le sue forze hanno riconquistato il villaggio di Hasuna e un impianto per la produzione di gas e sono penetrate per quasi un chilometro e mezzo nel quartiere di Hermat.

Intanto a Kirkuk – città nel nord dell’Iraq ricca di petrolio e storicamente contesa tra curdi, arabi e turcomanni dal 2014 occupata dalle milizie curde nella loro campagna contro l’Isis – le tensioni interetniche hanno raggiunto il livello di guardia. L’allarme è stato lanciato da Azad Jabbari, capo del comitato per la sicurezza del Consiglio provinciale, affermando che “gruppi armati sono responsabili per gli assassinii che hanno preso di mira tutte le comunità etniche con il fine di alimentare le tensioni etniche”.

Secondo fonti di polizia, sono oltre 50 gli esponenti politici e amministrativi e giornalisti uccisi a Kirkuk dal 2014, l’anno in cui le milizie curde dei Peshmerga se ne sono impadronite dopo che l’esercito federale si era dato alla fuga davanti all’avanzata del Califfato. L’ultima vittima è Mohammad Yunis, un curdo vice direttore della Compagnia di gas del Nord, abbattuto a colpi d’arma da fuoco due giorni fa da sconosciuti. Le tensioni a Kirkuk sono cresciute negli ultimi mesi anche a causa della decisione delle autorità curde di issare la bandiera del Kurdistan sugli edifici pubblici, una decisione duramente criticata dal governo di Baghdad.

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