IL SANTO DEL GIORNO SS. FILIPPO E GIACOMO APOSTOLI

14160
santi filippo e giacomoSs. Filippo e Giacomo “Minore”, vengono ricordati lo stesso giorno poichè le loro reliquie furono deposte insieme nella chiesa dei Dodici Apostoli a Roma.
Filippo è conosciuto principalmente attraverso i Vangeli e gli Atti degli Apostoli. Come Pietro e Andrea, era originario di Betsaida, sulle sponde del lago di Tiberiade; discepolo di Giovanni Battista, fu tra i primi a seguire Gesù quando questi passò dal suo paese. Gesù disse una parola “seguimi” e Filippo lo seguì portandosi dietro anche Natanaele al quale egli aveva detto: “Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazaret” (Gv 1,43-48). Più tardi, Filippo fu testimone dei miracoli di Gesù, come quello della moltiplicazione dei pani, quando, sulla montagna, Gesù venne circondato da una folla tale che Filippo disse: “Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo”(Gv 6,5-7). L’insegnamento più grande del Maestro (Gesù) seguì una domanda di Filippo, dopo l’ultima Cena: “Signore, mostraci il Padre e ci basta. Gli rispose Gesù: Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre” (Gv 14,8-31). Parole inaudite, frasi che danno le vertigini e che i discepoli comprenderanno pienamente solo quando lo Spirito Santo scenderà su di loro, nel giorno della Pentecoste. Parole che Filippo conserverà dentro di sè nella sua missione (At 8,5-40) presso gli Sciti e i Parti. La tradizione più comune afferma che Filippo morì crocifisso a Geropoli all’età di 87 anni. Filippo è venerato come santo dalla Chiesa cattolica e da quella evangelica (commemorazione liturgica il 3 maggio), dalla Chiesa anglicana (1 maggio), dalla Chiesa ortodossa (14 novembre), dalla Chiesa armena (17 novembre), dalla Chiesa copta (18 novembre).
Giacomo (I secolo) era figlio di Alfeo e cugino di Gesù. Ebbe un ruolo importante nel concilio di Gerusalemme (50 d.C. circa) divenendo capo della Chiesa della città alla morte di Giacomo “Maggiore”,  il fratello di Giovanni Evangelista e figlio di Zebedeo. Scrisse la prima delle Lettere Cattoliche (universali) del Nuovo Testamento. Secondo Giuseppe Flavio fu lapidato tra il 62 e il 66 d.C. Tuttavia l’attendibilità del racconto è dubbia. La sua parte principale ha inizio dopo l’Ascensione di Gesù e dopo la Pentecoste ed è narrata negli Atti degli Apostoli. Nella prima Chiesa, Giacomo “Minore” godette d’una particolare autorità. Quando S. Pietro venne miracolosamente liberato dalle catene, nella prigione del Re Erode, corse a darne notizia, per primo all’Apostolo Giacomo. Inoltre S.Paolo, dopo la conversione, tornando a Gerusalemme, si diresse subito alla casa di Giacomo, per ricevere istruzioni. E dopo il suo ultimo viaggio in missione, lo stesso Paolo farà la sua precisa relazione proprio nella casa di Giacomo, dove gli altri Apostoli si sono radunati. Anche gli Ebrei avevano grande ammirazione per la figura di questo Galileo, primo vescovo cristiano di Gerusalemme. Qui fondò una comunità di cristiani, operando sempre numerose conversioni. Anch’egli cadde vittima della persecuzione o meglio di una specie di sommossa, durante la quale Giacomo venne portato su un punto elevato del Tempio, perché rinnegasse la sua fede in Gesù, dinanzi al popolo. Alla leale e animosa risposta dell’Apostolo, molti, anche tra gli ebrei, resero Gloria al Signore ma i Farisei, esasperati, fecero precipitare Giacomo dall’alto del Tempio. Giacomo lasciò tra i suoi scritti un detto che risuona ancora oggi nella tradizione della Chiesa: “la fede senza le opere è morta”.
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS