Hillary Clinton torna in tv: “Senza intervento Fbi e Russia sarei presidente” L'ex segretario di Stato, in una lunga intervista alla Cnn condotta in diretta da Christiane Amanpour, si è assunta "tutta la responsabilità per la la sconfitta rimediata a novembre", quando Trump fu scelto dai cittadini americani come presidente

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Dopo la batosta elettorale dello scorso novembre, quando il suo rivale Donald Trump è riuscito a soffiarle lo scranno da presidente degli Stati Uniti, Hillary Clinton riappare in televisione e torna a parlare della sua sconfitta alle elezioni.

Nuove accuse all’Fbi e alla Russia

L’ex segretario di Stato, in una lunga intervista alla Cnn condotta in diretta da Christiane Amanpour, si è assunta “tutta la responsabilità per la la sconfitta rimediata a novembre”, quando Trump fu scelto dai cittadini americani come presidente. Ma, sottolinea la Clinton, “se il giorno delle elezioni fosse stato il 27 ottobre, sarei stata il vostro presidente“. Un’accusa, neanche tanto velata, contro il direttore dell’Fbi James Comey, che decise di riaprire un’indagine sullo scandalo delle mail a pochi giorni dall’apertura delle urne. Comey, infatti, scrisse anche una lettera ai membri del Congresso – che poi finì su tutti i media – per comunicare la sua decisione di fare un’ulteriore indagine sul mailgate, per poi chiuderla pochi giorni dopo senza un nulla di fatto. Questo dopo che lui stesso l’aveva scagionata dalla prima inchiesta. “E’ stata una campagna elettorale perfetta – ha spiegato la Clinton – e avrei vinto se non fosse arrivata la combinazione della lettera di jim Comey, arrivata il 28 ottobre, con le rivelazioni russe di Wikileaks a insinuare dubbi nella gente che avrebbe voluto votare per me”.

Un’attivista e una “cittadina resistente”

L’ex segretario di Stato, che ha confermato di star lavorando a un libro sulla sua campagna elettorale che uscirà in autunno, ha assicurato che continuerà a partecipare alla vita politica americana da “cittadina attivista, parte della resistenza” a Trump.

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