“Cavalieri e Principesse”: come ti smonto i falsi miti gender

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Cavalieri e Principesse – Uomini e donne sono davvero differenti ed è bello così”. Non è uno slogan. E’ il titolo del libro scritto da Giuliano Guzzo ed edito da Cantagalli per smontare i falsi miti della teoria gender. “Donne e uomini si nasce o si diventa? Vi sono reali differenze tra i sessi? – si chiede il sociologo – Secondo una corrente di pensiero oggi dominante, non solo non vi sarebbero differenze significative tra uomo e donna, se non nella forma dei cosiddetti stereotipi di genere, ma laddove queste sono ancora presenti sarebbero da contrastare, pena il permanere di odiose discriminazioni. Ebbene, questo libro – chiarito che differenza sessuale e discriminazione sessista non sono affatto l’una la premessa dell’altra – va nella direzione opposta, dimostrando, sulla base di centinaia di studi scientifici, quanto il senso comune ha sempre colto con chiarezza: donne e uomini sono davvero differenti!”.

Guzzo, già autore del saggio “La famiglia è una sola“, spiega di aver scritto questo libro per verificare se è plausibile l’affermazione dei sostenitori del “pensiero unico del gender” che maschi o femmine non si nasce ma si diventa. E così ha scoperto “sulla base di centinaia tra ricerche e studi scientifici, come la distinzione tra i sessi sia tutt’altro che superata o archiviabile; e l’ho fatto da un lato chiarendo come la differenza sessuale non sia affatto premessa alla discriminazione e, dall’altro, senza soffermarmi, come già fatto da altri autori, solo su un singolo aspetto, bensì esplorando la differenza tra uomo e donna a tutto tondo, in molteplici aspetti”: dalle preferenze dei colori a quelle dei giochi dell’infanzia, dal funzionamento del cervello allo stile comunicativo, sia sul piano verbale che su quello dei social, dal modo di guidare l’automobile a quello di sognare, da come organizzano il lavoro a come s’innamorano e vivono le relazioni.

Un lavoro frutto di tre anni di ricerche che contrasta l’offensiva gender proprio sul piano culturale e scientifico. E il titolo, nella sua “innocenza”, è quasi provocatorio: cavalieri e principesse sono figure odiatissime dai sostenitori della “neutralità” sessuale in quanto considerate stereotipi da combattere senza pietà perché fonte di discriminazione. Ma “non esiste alcuna ricerca scientifica, sociologica, ad oggi che colleghi un’educazione maschile o femminile, anziché un’educazione neutra, all’insorgere di discriminazioni” ha dichiarato Guzzo in una intervista a Radio Vaticana.

Il concetto di fondo è che “uomo e donna, anche se non sempre del tutto differenti, sono comunque differenti in tutto” e soprattutto che differenza non vuol dire discriminazione, perché nella diversità maschio e femmina si completano reciprocamente: “Ricordare la differenza – afferma ancora Guzzo nella citata intervista – vuol dire un dato di natura, mentre la discriminazione è un dato di cultura”. Il sociologo è consapevole che il suo libro non piacerà ai “colonizzatori del pensiero unico”; proprio per questo merita un plauso, per aver avuto il coraggio di andare controcorrente e di spiegare le ragioni di una cosa ovvia fin dall’inizio dell’umanità ma che oggi non appare più così scontata.

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