Gentiloni visita il contingente italiano in Kuwait: “Sconfitta Daesh possibile nei prossimi mesi” Il premier ha incontrato anche l'emiro Sabah al-Ahmad e il principe Nawaf, recandosi poi dai militari: "L'Italia è orgogliosa del vostro lavoro"

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Gentiloni Kuwait

”Già nel 2016 la parte del territorio controllata da Daesh si è ridotta drasticamente e sappiamo che è possibile nei prossimi mesi arrivare a una sconfitta definitiva della sua roccaforte principale qui in Iraq, cioè l’area della città di Mosul”. E’ quanto ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, in visita al contingente italiano di stanza in Kuwait. Dopo l’incontro previsto con l’emiro Sabah al-Ahmad e il principe ereditario Nawaf Al-Ahmad, annunciato ieri con un comunicato da Palazzo Chigi, il premier ha fatto visita ai militari dell’esercito italiano impegnati sul territorio a supporto della coalizione anti Isis: “L’Italia considera il lavoro che si fa qui di importanza straordinaria per contribuire a un interesse non solo strategico ma direttamente legato alla sicurezza del nostro Paese, delle nostre comunità, delle nostre famiglie. Grazie perché con la vostra attività contribuite alla sicurezza di tutti gli italiani”.

In prima linea contro il terrorismo

Ma il viaggio in Kuwait è stata un’occasione per parlare innanzitutto della minaccia perpetrata dal sedicente Stato islamico, più che mai viva nell’area del Medio Oriente ma direttamente presente anche sul territorio occidentale, come testimoniato dai recenti attacchi terroristici. E’ fuori di dubbio, come detto dallo stesso premier, che “ci troviamo di fronte a una delle minacce più serie prodotte dal terrorismo nella storia recente. Una minaccia che ha assunto caratteristiche inedite, perché il terrorismo ha preso direttamente il controllo di un territorio, una parte consistente dell’Iraq”. E, se “sconfiggere l’Isis nella roccaforte di Mosul come a Raqqa in Siria avrà un’importanza simbolica straordinaria”, è anche vero che la sua disfatta “non cancellerà la minaccia terroristica, che potrebbe ripresentarsi in altri modi”. Tuttavia, annientare le resistenze del califfato, potrebbe consentire il raggiungimento di un risultato altrettanto importante: “Farà venire meno il mito di una sorta di invincibilità dello Stato islamico”.

“Orgogliosi del vostro lavoro”

Un mito che “ci dà fastidio perché è un mito sanguinario, grazie al quale si alimentano – anche con internet – le azioni di gruppi terroristici in giro per il mondo. È guardando a questo mito che si alimenta in rete la violenza di chi ruba un camion e attacca un supermercato. È quel mito che alimenta la radicalizzazione in Europa”. Per questo, ha sottolineato Gentiloni, è importante il contributo dei militari italiani impegnati sul territorio nella lotta al fondamentalismo di matrice islamica: “Se con il vostro lavoro contribuirete a distruggere quel mito avrete dato un contributo fondamentale alla nostra sicurezza. È per questo che l’Italia è orgogliosa del vostro lavoro”.

 

Foto: Governo.it

 

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