Torino, fermo convalidato per il 46enne stalker. Sollievo della moglie: “Temevo mi uccidesse” La donna, Elena Farina, aveva lanciato un appello video perché restasse in carcere. L'uomo: "Non volevo fare del male"

190
Torino

Luigi Garofalo, 46 anni, accusato di stalking nei confronti dell’ex moglie, Elena Farina, resterà in carcere. E’ quanto decretato dai giudici del Tribunale di Torino, dopo l’udienza di convalida del fermo svoltasi nel carcere del capoluogo piemontese, dove l’uomo è detenuto per atti persecutori contro i figli e la donna che, dopo il pronunciamento del giudice, si è detta sollevata: “Avevo paura che uscisse e venisse a cercarmi”. Nella giornata di ieri, attraverso una serie di dichiarazioni a numerosi organi d’informazione, l’ex coniuge di Garofalo aveva lanciato un appello ai magistrati, chiedendo che il 46enne fosse trattenuto in stato di detenzione, con il timore che, qualora fosse stato rilasciato, l’avrebbe uccisa.

L’ex marito: “Sono pentito”

La donna, proprietaria, assieme al figlio, di un bar di Torino, aveva denunciato il suo ex marito dopo una serie di minacce che questi avrebbe messo in atto dopo la loro separazione. In particolare, in un’occasione, l’uomo si presentò nel locale armato di una pistola, come raccontato dalla stessa Farina. Un’arma che, come raccontato da Garofalo, sarebbe stata finta e che non è ancora stata ritrovata. L’uomo, durante l’udienza, si è più volte detto pentito degli episodi di violenza commessi, scrivendo anche una lettera alla sua ex e spiegando come la sua intenzione non fosse di fare del male a nessuno, sostenendo anche che l’obiettivo della sua irruzione armata nel bar non fosse la donna ma il suo nuovo compagno. “Un episodio comunque deprecabile, niente da obiettare ma con un significato molto diverso da come potrebbe essere interpretato guardando quel video”, ha spiegato il legale dell’uomo, Fabrizio Bonfante, riferendosi al filmato diffuso dalla donna. Garofalo, però, è accusato di atti persecutori anche nei confronti dei figli, al quale avrebbe anche tagliato le gomme della macchina. L’episodio nel bar di Via Vercelli è avvenuto lo scorso 25 aprile, giorno in cui avrebbe detto alla ex moglie: “Entro due giorni ti asciugo e ti ammazzo a te e tuo figlio, il bar è mio e mi riprendo il bar”.

Annunciato ricorso

L’avvocato ha comunque annunciato ricorso: “Faremo appello al Tribunale per le libertà. Quando il mio cliente è uscito dalla prigione, mercoledì scorso, qualcuno ha avvisato l’ex moglie, che si è subito diretta al bar di Barriera di Milano. Se sei perseguitata da una persona cerchi di evitarla, non il contrario. E poi l’unica testimone presente alla presunta aggressione di mercoledì dice che non ci sono state minacce”. Nel frattempo, la ex moglie di Garofalo ha intrattenuto una conversazione telefonica anche con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, che ha annunciato anche una visita a Torino: “Spesso ci accorgiamo della violenza sulle donne troppo tardi – ha detto l’ex ministro -. Noi dobbiamo invece cogliere tutti i segnali… Non possiamo permetterci di dire ‘se avessimo’. Si tratta della sua vita. È un dovere per tutte e per tutti”.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS