Un arresto e un’espulsione a Brindisi: “Erano pronti a compiere azioni violente, fino al martirio” Secondo quanto emerso dalle ricerche degli inquirenti, i due militanti del sedicente Stato Islamico, erano transitati sul territorio italiano con l'intenzione di recarsi in Turchia ma erano stati bloccati ad Ancona

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Avevano giurato fedeltà all’Isis, facevano parte di una cellula salafita radicata a Brindisi ma operante a Berlino ed erano pronti a compiere azioni violente fino al martirio. Sono queste le accuse nei confronti di un congolese di 27 anni, che è stato arrestato, mentre un marocchino è invece stato espulso dal territorio italiano.

L’indagine della Digos

E’ quanto emerso da un’indagine della Digos di Brindisi, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce e dalla Procura nazionale Antimafia e Antiterrorismo. Il 27enne finito in manette si chiama Lutumba Nkanga, di origine congolese e residente in Germania. In passato era stato ospiete del Centro per rifugiati di Brindisi. Invece, il marocchino, Soufinae Amri, era in contatto con l’autore della strage al mercatino di Natale di Berlino, Anis Amri. Grazie anche alla collaborazione delle forze dell’ordine tedesche, le autorità italiane sono riuscite ad individuare e a neutralizzare la cellula salafita composta da 11 membri. Le indagini erano iniziate lo scorso 24 dicembre, subito dopo l’attentato al mercatino nella capitale tedesca.

In transito in Italia per recarsi in Turchia

Secondo quanto emerso dalle ricerche degli inquirenti, i due militanti del sedicente Stato Islamico, erano transitati sul territorio italiano con l’intenzione di recarsi in Turchia ma erano stati bloccati ad Ancona. Amri era stato espulso ed era quindi tornato in Germania, mentre il congolese, risultato in possesso di un permesso di soggiorno scaduto e per questo era stato trasferito nel Centro di identificazione ed espulsione di Restinco, a Brindisi.

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