Bce, Mario Draghi: “Ripresa sempre più solida nell’Eurozona” L'istituto bancario di Francoforte ha sottolineato che non ci sono cambiamenti in programma per il Qe, confermando il nuovo livello di acquisti mensili per 60 miliardi di euro sino alla fine di dicembre 2017, o "anche oltre se necessario"

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“Non facciamo politica monetaria sulla base dei probabili esiti delle elezioni“. E’ quanto ha affermato il presidente della Bce, la Banca centrale europea, Mario Draghi parlando al margine della riunione del direttivo dell’Eurotower riunito oggi a Francoforte.

Invariati i tassi principali

Nonostante ci siano continui miglioramenti dell’economia, l’istituto bancario europeo ha affermato che i tassi principali verranno lasciati “ai livelli attuali, o inferiori, ancora a lungo e ben oltre la fine del quantative easing” ha spiegato Draghi, ricordando che dovrebbe concludersi a dicembre. Inoltre, il consiglio direttivo dell’Eurotower ha sottolineato che sul Qe non ci sono cambiamenti in programma e ha confermato il nuovo livello di acquisti mensili per 60 miliardi di euro sino alla fine di dicembre 2017, o “anche oltre se necessario”.

La Bce pronta ad intervenire

La Bce ha però sottolineato di essere pronta a estendere gli interventi in dimensioni o durata “se le prospettive diverranno meno favorevoli o se le condizioni finanziarie risulteranno incoerenti con ulteriori progressi verso un aggiustamento durevole del profilo dell’inflazione“.

Ripresa dell’Eurozona “Sempre più solida”

La ripresa dell’Eurozona “è sempre più solida” e i rischi “sono diminuiti” anche se le pressioni inflazionistiche restano moderate, ha aggiunto il numero uno dell’Eurotower.  I rischi per le prospettive economiche dell’Eurozona “anche se stanno muovendo verso un assetto più bilanciato, sono ancora al ribasso, principalmente a causa di fattori globali”.

La normalizzazione della politica monetaria

Prima di pensare a una normalizzazione della politica monetaria è necessario che l’inflazione sia al livello desiderato dalla Bce, vicina ma inferiore al 2%, “per tutta l’Eurozona e non per un solo Paese”, ha continuato Draghi riferendosi al forte divario nell’andamento dei prezzi fra Paesi come la Germania e altri. Inoltre, ha spiegato che l’inflazione dovrebbe mostrare una convergenza “durevole” verso il livello desiderato e “restarci sulle proprie gambe”.

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