Esplosioni all’aeroporto di Damasco, Hezbollah: “Probabili raid israeliani” Le deflagrazioni si sono verificate nei depositi di carburante dello scalo. Tel Aviv non smentisce: "Fatti come questi coincidono con la nostra politica"

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La grande esplosione avvenuta nella notte all’aeroporto di Damasco è stata causata “probabilmente” da un attacco di aerei israeliani. Lo sostiene la televisione Al Manar del movimento sciita libanese Hezbollah, che partecipa alla guerra civile siriana al fianco delle truppe governative. In passato Israele ha compiuto altri raid su depositi di armi nell’area, che sospettava fossero destinate allo stesso Hezbollah. Ma non ha mai né confermato né smentito tali operazioni.

Secondo il corrispondente di Al Manar, esplosioni si sono verificate in depositi di carburante e in un non meglio precisato magazzino nei pressi dell’aeroporto internazionale. Lo scalo è situato 25 chilometri a sud-est della capitale siriana. I media di Damasco avevano riferito di un precedente bombardamento in quest’area nel dicembre del 2014. Diverse fonti ritengono che dall’aeroporto di Damasco passi buona parte dei carichi di armi inviate dall’Iran per Hezbollah.

Tel Aviv, per il momento, non conferma né smentisce. Ma il ministro per l’intelligence Israel Katz, riferendosi alle esplosioni, ha dichiarato che l’episodio ”coincide interamente con la nostra politica”. ”Tale politica – ha aggiunto – prevede interventi per impedire il trasferimento di armi sofisticate dalla Siria agli Hezbollah in Libano con l’aiuto dell’Iran”. Katz ha anche citato il premier Benyamin Netanyahu secondo cui ”ogni volta che riceviamo informazioni di intelligence sull’intenzione di trasferire armi sofisticate agli Hezbollah, noi agiamo”.

Anche nell’aprile 2016, il primo ministro israeliano aveva ammesso diversi raid militari contro depositi o convogli di armi di Hezbollah, senza specificare ulteriormente. “Siamo orgogliosi del fatto che in questo tempestoso, duro e turbolento Medio Oriente, siamo riusciti a mantenere Israele relativamente calmo e sicuro“, aveva detto parlando ai soldati presenti sul Golan, al confine con la Siria.

Mercoledì il ministro della difesa Avigdor Lieberman ha incontrato a Mosca il suo omologo russo Sergei Shoygu con cui ha discusso la situazione in Siria. Lieberman ha elogiato l’efficienza del coordinamento fra le forze di Israele e Russia che operano in quel Paese e ha ribadito la opposizione israeliana alle attività che l’Iran svolge a favore degli Hezbollah, sia a ridosso del Golan sia nel trasferimento di armi verso il Libano.

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