E’ morto Jonathan Demme, regista Premio Oscar per “Il silenzio degli innocenti” Artista versatile, diresse altre pellicole di successo come "Philadelphia" e "Una volta incontrai un miliardario". Da tempo malato di cancro, aveva 73 anni

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Jonathan Demme

Aveva 73 anni Jonathan Demme e, alle sue spalle, una carriera di successo culminata con il Premio Oscar alla Miglior regia per un capolavoro assoluto come “Il silenzio degli innocenti”. Il regista, nativo di Baldwin, nella contea di New York, si è spento nella giornata del 26 aprile, cedendo al devastante cancro all’esofago di cui da tempo soffriva. La malattia lo aveva colpito nel 2010 e, dopo intense cure, gli aveva concesso di tornare in pubblico nel 2015, chiamato come componente della giuria nella sezione “Orizzonti” alla Mostra del cinema di Venezia. Nello stesso anno uscì anche il suo ultimo lungometraggio, “Dove eravamo rimasti”, con protagonista l’attrice Meryl Streep.

Il successo

“Il silenzio degli innocenti”, sua opera massima, lo aveva consacrato nel pantheon del cinema mondiale, forte anche delle superbe interpretazioni di Anthony Hopkins e Jodie Foster, con uno “score” di ben 5 Premi Oscar. Ma Demme ha saputo regalare altre pellicole di successo, grazie alla sua versatilità artistica e alla capacità di spaziare in egual modo fra la commedia brillante, il dramma e il thriller. Ad esempio, nel 1992, il regista newyorkese si mise dietro la macchina da presa dell’acclamatissimo film “Philadelphia”, dirigendo attori del calibro di Tom Hanks (che con questa pellicola vinse il suo primo Oscar), Denzel Washington e Antonio Banderas, dopo aver già regalato al pubblico film come “Una volta ho incontrato un miliardario” (1986), vincitore di due Oscar, e “Una vedova allegra… ma non troppo” (1988), con Michelle Pfeiffer e Matthew Modine nei panni dei protagonisti.

Un artista completo

E’ senza dubbio la trasposizione cinematografica del personaggio di Hannibal Lecter (nato dalla penna dello scrittore Thomas Harris), però, che gli vale l’accesso definitivo a Hollywood, dove si fa largo con un successo strepitoso. Il suo film diventerà presto una pietra miliare del cinema mondiale: addirittura, l’American film institute lo inserirà fra i primi 100 migliori di sempre. Nello stesso anno (1991), assieme all’Oscar, Demme si aggiudicò anche l’Orso d’oro al Festival del cinema di Berlino. Ma il suo talento cinematografico ha saputo distinguersi non solo per film di straordinario consenso di pubblico, ma anche per documentari musicali come “Neil Young: heart of gold”, o il più recente (2016) “Justin Timberlake and the Tenneessee kids”, riuscendo anche a dedicarsi, negli ultimi anni, alla direzione di alcune serie tv. Un regista completo che, con umiltà, ha saputo ritagliarsi il suo indelebile spazio fra i più grandi nomi della settima arte.

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