IL GIOVANE PICASSO DI GAZA

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Con un lungo post ha augurato ai fan un anno ricco di produzioni lavorative e di soddisfazioni. E lo ha fatto dalla sua pagina Facebook che oggi conta 231 mila iscritti, che seguono il suo sogno, il suo viaggio e la sua passione per la pittura. È questa la storia del “giovane Picasso arabo” rimbalzata prima tra le strade di Gaza, in Palestina, e poi sulla rete, attraverso l’utilizzo dei social network, Facebook in testa, ma anche Twitter e Snapchat. Mohammed Qraiqea, classe 2001, per vivere disegna, colora e dipinge e lo fa da quando aveva 5 anni.

Finalmente libero

Testimone di tre guerre che hanno devastato la sua città, il sedicenne ha dato sfogo alle paure giocando con i colori. Ha espresso sulla tela le sue emozioni; ha creato arte, dando spunto e occasione ad altri come lui di veicolare sentimenti che, per forza maggiore, non rimangono nascosti per troppo tempo. “Quella di uscire da Gaza è stata una sfida per superare gli ostacoli – ha detto Mohammed –. Non è stato facile ma neanche impossibile. Ho seguito le mie idee e oggi mi sento come un uccello libero che si alza in volo. È stata una scoperta delle mie capacità; cerco sempre di cambiare in meglio, di crescere non tralasciando mai la pazienza necessaria per il viaggio. Se non avessi avuto pazienza nulla di ciò si sarebbe realizzato; con le armi della sopportazione e della fiducia ho guardato lontano, fuori dalla mia terra, per raccontarla con la pittura e provare a riscattarla”.

Il tour

Due anni fa Mohammed ha deciso di lasciare Gaza per mostrare le sue opere ed è arrivato in Tunisia. Ha lanciato “Free Bird”, il suo tour personale, un giro intorno al mondo, con una campagna di crowdfunding, una raccolta fondi attraverso le donazione che avvengono in rete, di chi condivide l’interesse e vuole sostenere l’idea. “Free Bird” è un vero e proprio viaggio che, se fosse completato, entrerebbe nel Guinness World Record: Mohammed potrebbe diventare l’artista che a soli 16 anni ha solcato tutte le terre emerse, portando con sé il messaggio di speranza per la sua terra.

Ha visitato l’Oman e il Qatar, tentando di coinvolgere le autorità locali e gli studenti delle varie scuole. Poi si è spostato dall’altra parte del mondo ed è arrivato negli Stati Uniti d’America: a Chicago nell’Illinois, a Detroit nel Michigan, nell’Ohio. “È stato un anno speciale – ha scritto ancora Mohammed –: ho incontrato tanti amici che mi è dispiaciuto dover poi lasciare. Mi sento una persona fortunata per tutte le amicizie che ho fatto, per i sentimenti sinceri che mi circondano: questi hanno cambiato la mia vita, io da solo non sarei potuto andare da nessuna parte”.

Il racconto attraverso l’arte

I dipinti del Picasso arabo raccontano una storia e ognuno di essi occupa un posto speciale nel percorso di “Free Bird”, uccello libero che ha avuto la possibilità di viaggiare per il mondo. La sua arte affronta temi come la povertà, la fame, le donne e l’oppressione dei bambini, così come le rovine della guerra a Gaza. I suoi quadri rispecchiano anche la maturità di un uomo in un corpo che racconta di un’adolescenza e una fanciullezza superate dagli eventi.

Sogno

Ed è proprio a Gaza che Mohammed vuole tornare e ricostruire lo studio dove ha iniziato ad esporre i suoi dipinti, che è andato distrutto sotto un bombardamento nel 2014. “Non voglio deludere chi mi sta seguendo – ha affermato il giovane Picasso arabo – questa è una promessa che faccio a tutti gli amici che ho incontrato, ai nuovi che verranno, a chi mi segue e mi incoraggia in questo volo di uccello libero”.

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