“In campo per il futuro”: a San Luca, un calcio al crimine organizzato Un'iniziativa per dire "no" all'illegalità e alle mafie, ribadendo con forza il valore dei principi fondanti della nostra società

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San Luca

“In campo per il futuro”, per dire di no alle mafie, in qualunque forma esse si manifestino e, al tempo stesso, per ribadire con forza i principi di libertà e uguaglianza sui quali si fonda la nostra società. E’ per affrontare questa importante sfida sociale che, da tutta la Calabria, centinaia di studenti sono accorsi nella cittadina di San Luca (in provincia di Reggio Calabria) dove, alla presenza di numerose personalità della magistratura, della politica e del mondo dello spettacolo, è stato inaugurato il riqualificato stadio comunale con il match amichevole fra la nazionale magistrati e quella cantanti. Un’iniziativa importante quella di “In campo per il futuro”, organizzata per gridare al nome della legalità come vero deterrente alla minacciosa ombra della criminalità organizzata: “Libertà, uguaglianza, giustizia, solidarietà, cittadinanza. Sono questi i principi – ha spiegato ai più giovani il Procuratore nazionale Antimafia, Franco Roberti – per cui dobbiamo batterci, renderli vivi, portarli nella quotidianità di ciascuno di noi e nel rapporto con gli altri. Riscoprire questi principi ci serve per contrastare e vincere la cultura mafiosa”.

Boschi: “Lo stato c’è”

Al taglio del nastro del nuovo impianto sportivo, anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi: “Dobbiamo affrontare la ‘ndrangheta così come si affrontano i contrasti nel calcio, in maniera dura, decisa e determinata. Noi siamo qui oggi per dire che le cose possono cambiare, anche a San Luca. Se l’acquedotto funziona, se le strade sono pulite, se lo stadio c’è, cresce la fiducia, si superano un po’ di pregiudizi. Vogliamo costruire un Paese diverso ma per farlo abbiamo bisogno di voi. Ai ragazzi dico che noi ci siamo, ma che c’è bisogno di voi”. Il messaggio che arriva da San Luca è chiaro: combattere il crimine attraverso i principi basilari della società democratica, cercando di riscoprirne il significato grazie al linguaggio semplice ed edificante delle azioni quotidiane, cominciando dallo sport: “Non ci sono territori in cui lo Stato rinunci a esserci e a combattere una battaglia di legalità contro la ‘ndrangheta – ha proseguito il sottosegretario -. Oggi diciamo che un campo di calcio, lo sport, può essere un modo per superare pregiudizi e discriminazioni e anche per costruire una società in cui prevalga la legalità sulla criminalità e la parità dei diritti”.

Rieducare ai valori sociali

Un progetto, quello di “In campo per il futuro”, reso possibile dall’impegno costante delle locali associazioni antiviolenza e, al contempo, del Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio e del Consiglio superiore della Magistratura e della Prefettura di Reggio Calabria. Alla conferenza di presentazione, presente anche il presidente dell’Associazione italiana calciatori, Simone Perrotta: “Il nostro intervento non si esaurirà oggi. Nell’ultima settimana di maggio faremo un camp proprio a San Luca per insegnare i valori dello sport”. Rieducare alla legalità, dunque, ai valori fondanti del nostro Paese che, se compresi e messi in pratica appieno, costituiscono il vero antidoto al propagarsi della violenza e del cancro sociale delle mafie. Di questa importante iniziativa, ha parlato anche il direttore di “In Terris”, don Aldo Buonaiuto, ospite quest’oggi della trasmissione Rai “Storie vere”, durante la quale ha ribadito la necessità di un impegno non solo perpetuo ma anche comune nel contrasto alle pratiche devianti del crimine organizzato.

 

Foto: Twitter

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