Arkansas, ok della Corte Suprema a quattro esecuzioni: giustiziato il primo condannato In un primo momento le case farmaceutiche erano riuscite a far sospendere le condanne a morte, perché avevano accusato lo Stato di essersi procurato i medicinali in modo illecito

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Dopo settimane di polemiche, querele, battaglie legali tra stato e case farmaceutiche, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dato il via libera per effettuare quattro condanne a morte e la prima è già stata eseguita. La Corte suprema ha di fatto ribaltato una sentenza di un tribunale locale che le aveva bloccate, accogliendo un ricorso sull’uso di uno dei farmaci del cocktail letale.

L’esecuzione

La Corte Suprema ha dato il via libera all’esecuzione della condanna a morte di quattro detenuti, che dovranno essere giustiziati entro il 30 aprile. La prima esecuzione è stata già eseguita, alle 23.56 ora locale. Il detenuto si chiamava Ledell Lee, afroamericano di 51 anni, condannato nel 1993 per l’omicidio di una vicina di casa. E’ stato giustiziato con un’iniezione letale nel carcere di Cummins Unit.

Il braccio di ferro sulla pena di morte

Purtroppo, le esecuzioni sbloccate dalla Corte Suprema, fanno parte di un elenco ben più lungo. Infatti lo stato dell’Arkansas nei giorni scorsi aveva comunicato la decisione di eseguire le condanne a morte di ben otto detenuti, in attesa della pena capitale dagli anni ’90, a causa della scadenza di uno dei tre farmaci necessari per il mix letale. Farmaco che scade appunto il 30 aprile. La notizia aveva letteralmente sconvolto la società americana, sia perché da dodici anni non si eseguivano condanne a morte in Arkansas e perché mai tanti detenuti erano stati mandati a morte in un lasso di tempo così breve. Ma nonostante le proteste degli attivisti, a bloccare il boia sono state le case produttrici dei farmaci in questione che hanno accusato l’Arkansas di essersi procurato il medicinale in modo illecito.

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