Parigi: armi e Corano nell’auto del killer, nessun collegamento con il Belgio Non è grave la passante tedesca ferita nella sparatoria. Cazeneuve: "Nulla ostacolerà la democrazia"

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“Nulla deve ostacolare l’appuntamento democratico“. Nemmeno il terrorismo. A parlare è il primo ministro francese, Bernard Cazeneuve, nel day after dell’ennesimo attacco terroristico messo a segno a Parigi. Un attentato non paragonabile ai precedenti per numero di vittime – solo in quelli del 13 novembre 2015 morirono 144 persone compresi i membri del commando jihadista – ma che acquisisce un valore simbolico non meno grave, arrivando a 48 ore dal primo turno delle presidenziali francesi.

Il voto e la paura

L’Isis, è evidente, cerca di minare il processo democratico e la paura ora rischia di pesare sull’esito del voto. Per questo il governo ha rafforzato la macchina della sicurezza già mobilitata dopo l’arresto di due sospetti terroristi a Marsiglia. “Nei prossimi giorni più di 50.000 poliziotti e gendarmi saranno mobilitati per garantire la serenità dello svolgimento delle operazioni elettorali. Al di là dei mezzi tradizionali le unità speciali sono allertate” ha assicurato il premier. “Il governo è totalmente mobilitato – ha aggiunto -. Non dobbiamo mai cedere alla divisione. E’ l’oscurantismo e l’intolleranza che devono essere combattuti ed è l’unità che più che mai deve prevalere”. Cazeneuve ha quindi fatto appello “allo spirito di responsabilità e alla dignità di ciascuno”, esortando a “non cedere alla divisione e agli eccessi”.

Il killer

Emergono, intanto, nuovi elementi sull’attacco sull’Avenue des Champs Elysees, a partire dall’identità del killer. Si tratterebbe del francese Karim Cheurfi, 39 anni, pregiudicato e schedato come a rischio radicalizzazione. L’uomo era stato arrestato lo scorso febbraio per aver minacciato la polizia. Venne poi stato rilasciato per mancanza di prove. Nella sua auto, insieme ad un fucile a pompa e ad alcuni coltelli, c’erano un Corano e fogli scritti inneggianti all’Isis. Nella sua rivendicazione, diffusa dall’agenzia Amaq, il Califfato aveva parlato di un attacco compiuto da suoi “combattenti”, uno dei quali viene individuato in Abu Yusuf al Beljiki, ovvero “il belga”.

Presunto complice

L’antiterrorismo sta cercando possibili complici. Nella notte un uomo, forse lo stesso “belga” indicato dall’Isis, si è presentato spontaneamente a un commissariato di polizia di Anversa. Ma la Procura federale belga, secondo quanto riferito dalla tv pubblica fiamminga, sostiene che “non c’è al momento nessun legame” tra l’attacco a Parigi e il Belgio. L’uomo presentatosi spontaneamente al commissariato ad Anversa ha un alibi e nega ogni coinvolgimento nei fatti di Parigi. Ha precedenti gravi per traffico di stupefacenti ma non ha legami con il terrorismo né è noto per essere radicalizzato, riferisce la Procura.

Fermate tre persone

Intanto tre persone, sembra membri della famiglia dell’autore dell’attacco di ieri a Parigi (ma la circostanza non è ancora stata confermata ufficialmente) sono state fermate nelle abitazioni perquisite durante la notte, tra cui quella in cui viveva Cheurfi. I tre sono stati interrogati a lungo dall’antiterrorismo. A casa della madre del terrorista sarebbero state prove del suo legame con l’Isis.

L’attacco

Tutto è avvenuto pochi minuti dopo le 21 quando l’attentatore ha ucciso con un kalashnikov un poliziotto sugli Champs-Elysees e ne ha feriti altri due. Poi si è dato alla fuga, ma è stato freddato dopo pochi metri. Testimoni hanno parlato di “una vera e propria esecuzione“. La procura antiterrorismo è stata immediatamente incaricata delle indagini, dopo aver escluso in pochi minuti che si trattasse di una rapina o di criminalità comune. Panico nella strada, in pochi minuti tutto è stato blindato, i tanti negozi ancora aperti sono stati invitati a chiudere immediatamente. Poliziotti e teste di cuoio hanno perquisito ogni centimetro quadrato dei negozi, in particolare il grande magazzino “Marks & Spencer“, poi si sono riversati in un parcheggio poco distante, per il sospetto che un complice potesse essere in fuga proprio lì.

Ferita una passante

C’è anche una donna tedesca tra i feriti dell’attacco agli Champs Elysees a Parigi. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri di Berlino. Le condizioni della donna sarebbero stabili. E’ stata colpita a un piede e dovrà essere operata. Si tratta di una donna che vive in Francia da diversi anni. La vice-portavoce del governo, Ulrike Demmer, ha aggiunto che la cancelliera Angela Merkel ha telefonato nella tarda serata di giovedì al presidente francese Francois Hollande per esprimergli le sue condoglianze.

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1 COMMENT

  1. mons.Giuseppe Germano Bernardini, vescovo (ora emerito) di Smirne nell’ultimo sinodo cui partecipò, ha avvisato i vescovi confratelli di questo, dell’invasione dei “miseri” musulmani e dell’acquisizione del potere economico attraverso i petrodollari ed atti violenti di esaltati (in entrambi i sensi: pazzi – o simil tali – e gloriati dai fanatici)
    Il suo intervento passò in sordina
    Ora stiamo pagando

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