Australia: dopo il giro di vite sui visti temporanei per lavoro, stretta sui test per la cittadinanza Turnbull nel dare l'annuncio ha usato uno slogan che assomiglia molto a quello usato da Donald Trump in campagna elettorale - American first, prima gli americani -, il "lavoro prima agli australiani"

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Prima il giro di vite sui visti temporanei di lavoro, ora nuove restrizioni ai test di cittadinanza. Sono le ultime riforme messe in campo dal governo australiano guidato dal premier Malcolm Turnbull.

Maggiore conoscenza dell’inglese e più controlli

E’ stato il premier australiano Turnbull ad annunciare che gli aspiranti cittadini australiani dovranno dimostrare maggiore conoscenza dell’inglese e assicurarsi un periodo minimo di residenza di quattro anni anziché uno. Inoltre si dovrà essere sottoposti a maggiori controlli di polizia, dimostrare di avere un posto di lavoro, il pagamento delle tasse, l’iscrizione ad associazioni australiane e la frequenza dei figli a scuola. Inoltre, dopo tre test di cittadinanza falliti, i candidati dovranno attendere due anni prima di riprovarci.

“Il lavoro prima agli australiani”

Le norme più rigide per i test di cittadinanza sono state annunciate a pochi giorni di distanza dal giro di vite sui visti di lavoro temporaneo. Turnbull nel dare l’annuncio ha usato uno slogan che assomiglia molto a quello usato da Donald Trump in campagna elettorale – American first, prima gli americani -, il “lavoro prima agli australiani”. Il premier ha infatti abolito uno dei visti più utilizzati dagli italiani (e non solo) per lavorare in Australia: il famoso 457, un contratto di lavoro di due o quattro anni, che portava alla residenza permanente e che quindi era una delle strade preferite dai 25 mila italiani che ogni anno atterrano in Australia chi per vacanza, chi per studio, chi per lavoro, ma tutti, sotto sotto, in cerca di fortuna, per realizzare l’Australian dream.

Il Temporary Skill Shortage

In sostanza quello che cambia è che il nuovo visto si chiamerà Temporary Skill Shortage e darà la possibilità di rimanere fino a quattro anni in Australia e solo per alcune professioni sarà possibile richiedere la residenza permanente dopo questo percorso. “Da oggi sarà più difficile ottenere un visto permanente per l’Australia – dice l’agente di immigrazione dello studio di Melbourne Migration Ways, Alberta Miculan – e ce la faranno soprattutto le persone molto qualificate, con un buon livello d’inglese”. La Miculan ha sottolineato che queste novità sono appena state annunciate ed è bene non prendere decisioni affrettate. “Meglio continuare per la propria strada – aggiunge – e attendere di saperne di più. Per chi è qualificato non mancheranno le opportunità”.

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