Crisi siriana: vertice tra Russia, Iran e Turchia per proseguire la spartizione in zone d’influenza A Teheran incontro tra rappresentanti militari alla presenza di una delegazione Onu. Si è discusso anche dell'evacuazione dei civili dalle località assediate

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A Teheran si è svolto un vertice tra i rappresentanti militari di Russia, Turchia e Iran focalizzato sulla Siria. Affrontando temi come “lotta al terrorismo“, “mantenimento della tregua” e “scambio dei prigionieri” si è discusso della necessità di proseguire il processo di spartizione del Paese in zone di influenza. Secondo la tv panaraba al Mayadin, vicina alla Repubblica islamica, nell’incontro di Teheran i rappresentanti delle tre potenze regionali che di fatto guidano l’iniziativa politica e militare nel conflitto siriano hanno discusso dell’evacuazione di migliaia di civili dalle quattro località assediate e sul monitoraggio della tregua del 30 dicembre scorso. Un nuovo vertice tra le parti è stato convocato ad Astana, in Kazakistan, dove si è svolto a fine gennaio il primo incontro del genere convocato dalla Russia.

La riunione di Teheran, riferisce una nota ufficiale, è durata due giorni e si è conclusa la notte del 19 aprile. L’incontro è stato organizzato in preparazione del 4/o vertice sulla Siria in programma ad Astana il 3 e 4 maggio prossimi. Alla riunione ha preso parte, come osservatore, anche una delegazione di esperti delle Nazioni Unite. A conclusione dei lavori, tutte le delegazioni hanno accettato di tenere la prossima riunione a livello di esperti il 2 maggio, giorno precedente all’inizio del vertice. Il ministero degli Esteri iraniano, da parte sua, ha ribadito la necessità di affrontare contemporaneamente tutti gli aspetti della crisi siriana, da quello più strettamente militare alla lotta contro il terrorismo e agli aiuti umanitari, creando le condizioni per una soluzione politica attraverso accordi intra-siriani. Ha inoltre auspicato che “il processo di Astana e gli altri sforzi internazionali portino al più presto alla conclusione del conflitto siriano e aprano la strada a una lotta efficace contro il terrorismo, come chiede tutta la comunità internazionale”.

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