Massacro di Idlib, la Cnn: “Intercettate le comunicazioni sull’attacco chimico” Lo ha rivelato una fonte autorevole alla tv americana. Continua il confronto a distanza con Mosca sul ruolo di Assad

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I militari e l’intelligence americani avrebbero intercettato le comunicazioni sulla preparazione, da parte di Damasco, dell’attacco con armi chimiche nella regione di Idlib, in Siria. Lo riferisce la Cnn dopo aver sentito una fonte ufficiale Usa. Il materiale sarebbe stato visionato dagli 007 statunitensi nelle ore successive al raid, al fine di stabilirne la responsabilità.

La stessa fonte ha però sottolineato che gli Usa non erano al corrente in anticipo del bombardamento. Gli Stati Uniti solitamente raccolgono vaste quantità di comunicazioni intercettate in zone come Siria e Iraq, materiale che spesso non viene analizzato se non in caso di un particolare evento che richiede la ricerca di analisti di relative informazioni di intelligence. Secondo la Cnn non sarebbe emerso fino ad ora materiale intercettato a conferma di comunicazioni sull’attacco a Idlib da parte di militari o 007 russi. Secondo la fonte è probabile che i russi siano più attenti nell’evitare che le loro comunicazioni vengano intercettate.

Il massacro di Idlib ha riportato i rapporti tra Washington e Mosca a un livello da guerra fredda. Donald Trump, dopo un iniziale allineamento con Vladimir Putin sul possibile sostegno ad Assad per risolvere la crisi e sconfiggere l’Isis, ora definisce il rais “un macellaio, una persona diabolica” e ribadisce che i rapporti con la Russia “sono ai minimi”. Il tutto poche ore dopo l’arrivo al Cremlino del suo segretario di Stato, Rex Tillerson, che aveva l’obiettivo di riprendere le fila del dialogo sulla Siria. Mosca ha registrato la volontà degli Usa di sostenere un’indagine dell’Onu in Siria per capire cosa è successo davvero a Idlib, se davvero Assad ha usato le armi chimiche contro il suo popolo. Per Tillerson, lo ha fatto d’altra parte “in oltre 50 occasioni“. Ma è su questo punto che si registra la differenza maggiore. Lavrov ha letteralmente rubato la parola all’omologo americano per mettere i puntini sulle “i”: “Noi vogliamo scoprire la verità e se i nostri partner all’Onu e all’Aja si opporranno all’indagine, vuol dire che sono loro a non volerla“.

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