Botta e risposta tra monsignor Galantino e Lega Nord sui rifugiati Il segretario dei vescovi: "Nessuna invasione, permesso di soggiorno umanitario". Salvini e Calderoli lo attaccano

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Nuova rovente polemica tra il segretario generale della Cei mons. Nunzio Galantino e la Lega Nord sul tema dei migranti e della loro accoglienza. Il vescovo ha parlato in occasione della presentazione del rapporto annuale del Centro Astalli per i rifugiati, da cui si evince che nel 2016 ci sono stati 65 milioni di richiedenti asilo e rifugiati nel mondo, oltre 360.000 sono stati gli arrivi via mare in Europa, di cui 181.000 in Italia. Il servizio dei gesuiti per i rifugiati ha aiutato circa 30.000 persone, metà delle quali a Roma. “Il 2016 – si legge nel testo – è stato caratterizzato da un clima culturale e politico in cui l’immigrazione è stata insistentemente associata ai concetti di controllo e deterrenza, il che non poco affatica il percorso di chi arriva in Europa”. “Purtroppo – ha commentato padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli – quello che abbiamo visto sono i rifugiati che fanno fatica, nel nostro Paese, a integrarsi, a essere accolti, a entrare nelle procedure”.

Nessuna invasione

Mons. Galantino ha sottolineato ancora una volta che “non siamo di fronte ad alcuna invasione: in Italia sia l’anno scorso che quest’anno siamo stati intorno a 3 richiedenti asilo ogni mille abitanti“. Il segretario della Cei ha invitato a “parlare delle migrazioni con competenza e serietà per superare finalmente un’informazione allarmistica ed ideologica del fenomeno, che troppo spesso dimentica il popolo dei migranti, 5 milioni, per fermarsi ad esasperare alcuni casi. Siamo di fronte a un momento di grande sofferenza del mondo in cui il numero dei conflitti – di cui la nostra parte di mondo ha la sua responsabilità – e il numero di spostamenti forzati per cambiamenti climatici è davvero molto elevato. Sarebbe ingenuo pensare che tutti questi spostamenti di persone in fuga da guerre e da cambiamenti climatici, sempre più numerosi, violenti ed imprevisti, non abbia una ricaduta anche in Europa e in Italia. Non saranno i controlli alle frontiere a fermare le persone né saranno sufficienti occasionali e sporadici corridoi umanitari non condivisi e costruiti dentro un sistema europeo”.

Penoso lucrare consensi

Galantino non ha risparmiato una stoccata a chi specula sulla situazione di chi affronta il rischio della morte pur di sfuggire a condizioni di vita insostenibili: “Le migrazioni sono un ‘segno dei tempi’ ma anche una ‘sfida pastorale’ che interpella le nostre comunità e una ‘sfida sociale’ per le nostre città. C’è ancora chi, alla serietà di questa sfida pensa di sottrarsi o chiudendo gli occhi o falsificandone la reale portata o, peggio ancora, cercando di lucrare consensi. Non c’è niente di più penoso. Basta leggere serenamente e realisticamente i numeri, i volti e le storie dei migranti in Italia” ha aggiunto. Certo, “la serie infinita e ormai insopportabile di attentati che si stanno drammaticamente consumando ovunque non contribuiscono a leggere il fenomeno migratorio in maniera corretta. Anzi, questi eventi drammatici diventano esca appetibile per chi non ha alcun interesse di offrire un contributo perché questo fenomeno complesso e inarrestabile rappresenti una chance per tutti”.

Permesso di soggiorno umanitario

Secondo il presule, “rimane necessario aprire la possibilità di un permesso di soggiorno umanitario anche per i numerosi diniegati (coloro ai quali non è concesso l’asilo politico, ndr) stimati nei prossimi mesi in 40.000, per evitare la situazione di irregolarità per molte persone, soprattutto al Sud, che genererebbe sfruttamento, non tutela della dignità della persona e insicurezza. Ora i media diranno che attacco il governo, che ho bacchettato qualcuno – ha proseguito – ma Galantino non bacchetta nessuno: dico quello che dico con senso di grande rispetto per quello che l’Italia va facendo. E con spirito di grande collaborazione: ma ripartire dalla legalità è fondamentale sia per chi potrà fermarsi in Italia sia per chi dovrà rientrare nel proprio Paese. La legalità e l’impegno a farla rispettare è il primo passo verso una politica seria e intelligente di accoglienza e di inclusione dei migranti”.

L’affondo della Lega

Ma gli esponenti della Lega Nord non hanno perso occasione per attaccarlo: “Monsignor Galantino, segretario dei vescovi italiani, oggi ha detto che “bisogna dare un permesso di soggiorno” a tutti quelli che sbarcano, anche a coloro che sono riconosciuti come clandestini – ha scritto Matteo Salvini – Incredibile… Tutti in Italia? Con quali soldi? In quali case? Per colpa di signori come questo, ben diverso dai missionari veri e dai coraggiosi preti di frontiera, il mio 8 per mille la Chiesa non lo ha più”. Sulla stessa linea Roberto Calderoli, che parla di interferenza nei problemi dello Stato e definisce “totalmente fuori luogo” l’ipotesi di permessi di soggiorno per chi non ottiene l’asilo politico: “L’unica soluzione è rimpatriarli, rimandandoli a casa loro – afferma il senatore – Altrimenti, se ha la voglia e la possibilità, se li accolli la Santa Sede…”.

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