Crisi economica in Libano, il ministro Hassan: “Situazione pericolosa, l’Ue ci aiuti” Beirut chiede maggiori aperture sui suoi prodotti. Il Paese deve far fronte anche all'emergenza dei rifugiati siriani

293
libano

Il Libano si rivolge alla comunità internazionale per chiedere un’apertura nei confronti dei suoi prodotti. A farsi portavoce degli interessi di Beirut è stato il ministro dell’Industria, Hussein El Hajj Hassan, intervenuto a Villa Celimontana, a Roma, durante una tavola rotonda organizzata dall’Unido (United Nations Industrial Development Organization) sul tema dell’accesso al credito per le donne nei Paesi della regione Mena.

“Abbiamo bisogno dell’aiuto della comunità internazionale e in particolare quello dell’Unione Europea, nostro primo partner commerciale – ha spiegato -. La situazione economica in Libano è molto pericolosa, il debito pubblico è elevatissimo e la presenza dei rifugiati siriani continua a pesare”.

L’Europa, ha aggiunto, “deve trattare con occhio di riguardo il Libano e aprire ai prodotti libanesi. I nostri prodotti non riescono a raggiungere il mercato europeo”. Il Paese dei Cedri, ha avvertito, punta nei prossimi anni a far crescere le proprie “esportazioni da 300 miliardi di dollari a 600 miliardi di dollari e gli scambi commerciali da 3 a 5 miliardi di dollari”. A pesare, poi, è la “crisi dei rifugiati siriani”. Dal 2011 il Libano ospita oltre un milione di rifugiati. “Abbiamo da poco presentato a Bruxelles, Parigi e Berlino un dossier sulla questione”. Il Libano, ha concluso, “ha resistito di fronte a tante crisi. Non possiamo rimanere fermi né essere pessimisti. L’auspicio è quello di superare anche questa al più presto possibile”.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS