Proteste contro i vitalizi: 42 deputati del M5s sospesi dai lavori del Parlamento L'Ufficio di presidenza: "Attentato al funzionamento delle istituzioni". Tra i sanzionati anche Di Battista: "Per me è un onore"

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Quarantadue deputati del Movimento 5 Stelle sono stati sospesi per le proteste in Aula e per aver tentato di fare irruzione nell’Ufficio di presidenza della Camera dopo la bocciatura della mozione grillina sulla pensione dei parlamentari. Divisi per scaglioni non potranno partecipare ai lavori di Montecitorio per un periodo che varia dai 10 ai 15 giorni, a seconda dell’infrazione commessa.

“Si è trattato – è la motivazione dell’Ufficio di presidenza – di un fatto senza precedenti e di assoluta gravità, costituendo un serio attentato al libero dispiegarsi del confronto e del funzionamento delle istituzioni”. Il voto a favore della sanzione è stato unanime, faccia eccezione per il pentastellato Roberto Fraccaro che si è opposto. “Quattro assistenti della Camera tre donne e un uomo – si legge ancora nel provvedimento – sono dovuti ricorrere alle cure mediche dopo il tentativo di forzare il cordone davanti l’Ufficio di presidenza”.

Mentre l’atto veniva votato fuori da Montecitorio il M5s ha organizzato un flash mob, cui hanno partecipato alcuni dei deputati interessati dalla sospensione. Come Alessandro Di Battista che ha commentato: “Per me è un onore, sono stato espulso dagli stessi che hanno salvato Minzolini”.

Nello specifico sono stati comminati 15 giorni di sospensione ai 19 parlamentari che hanno cercato di entrare nell’Ufficio di presidenza, 5 alle 17 persone che si sono radunate fuori, 10 per i 29 che erano in Aula sui propri banchi, ma avevano esposto i cartelli, 12 per i quattro che hanno abbandonato il loro posto per protestare sotto la Presidenza. Alcuni sono stati puniti con una “doppia sanzione”, perché protagonisti sia delle proteste a Montecitorio che in Ufficio di Presidenza. La sospensione avverrà in tre fasi: un primo gruppo da 14 verrà fermato da giovedì 6 aprile, il secondo da mercoledì 17 maggio, il terzo da giovedì 22 giugno.

“Queste sono state settimane da horror in Parlamento, dalle pensioni ai vitalizi, dal salvataggio di Minzolini a quello di Lotti fino alla riforma della giustizia – ha spiegato Luigi Di Maio – pensano solo agli affari loro e le facce che vedete dietro di me sono i volti di quelli che in Ufficio di Presidenza hanno pensato solo a salvare un affare loro“. Per il M5s, ha aggiunto, “queste sanzioni non sono una preoccupazione: utilizzeremo questi 15 giorni di sospensioni per girare meglio l’Italia e raccontare le schifezze che si votano qui dentro”.

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