Agenzie di rating: a Trani assolti tutti gli imputati di Standard & Poor’s e Fitch Per i giudici pugliesi non commisero il fatto. Esultano le società: "Resa giustizia". I pm: "C'è amarezza, valuteremo un eventuale appello"

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Standard & Poor’s e Fitch non manipolarono il mercato. Lo ha deciso il Tribunale di Trani nella sentenza con la quale ha assolto 5 tra analisti e manager di S&P e la stessa agenzia di rating. La procura aveva chiesto la condanna a due anni per Deven Sharma, all’epoca dei fatti presidente mondiale di S&P; a 3 anni ciascuno per Yann Le Pallec, responsabile per l’Europa, e per gli analisti del debito sovrano Eileen Zhang, Franklin Crawford Gill e Moritz Kraemer. Per l’agenzia era stata chiesta la condanna alla sanzione di 4,6 milioni. Secondo i giudici pugliesi il “fatto non sussiste”.

“La decisione di oggi conferma in modo inequivocabile come in tutti questi anni la società sia stata oggetto di illazioni fantasiose – ha commentato S&P in una nota – . Finalmente è stata resa giustizia alla società e a ognuna delle persone che quotidianamente lavorano con onestà e competenza professionale“.

Stessa formula assolutoria anche per l’analista di Fitch – altra agenzia di rating – David Michael Wilmoth Riley. Marco Calleri e Andrea Rossetti, dello studio Mucciarelli, suoi difensori, hanno espresso “grande soddisfazione per la sentenza di assoluzione e felicità, in particolare, per l’imputato David Riley e per la società Fitch che hanno visto riconosciuta dal Tribunale in termini assoluti l’infondatezza dell’addebito. Resta, ormai sullo sfondo,il rammarico per avere subito un processo assai lungo che non può che essere un’esperienza di sofferenza per chi è pienamente consapevole della propria innocenza

Delusione, invece, da parte della pubblica accusa. “Le sentenze non si commentano, si rispettano. Abbiamo fatto la nostra parte fino in fondo. Forse c’e un po’ di amarezza, ma l’assoluta convinzione che tutto quello che si poteva fare, tutto quello che si poteva dire, sostenere, l’abbiamo fatto, detto e sostenuto con grande orgoglio – ha commentato il Michele Ruggiero – Questa è una battaglia che abbiamo cercato di fare per ripristinare un po’ di trasparenza e di verità. Confidiamo però nel lavoro della magistratura, rispetto per le sentenze dei giudici: leggeremo le motivazioni, poi valuteremo un eventuale appello“.

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