Iraq, camion bomba lanciato contro un checkpoint di Baghdad: almeno 17 morti L'attentato arriva nel giorno in cui nella capitale irachena è giunto il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres

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baghdad

E’ di almeno 17 morti e oltre 60 feriti il bilancio dell’esplosione di un camion bomba presso un checkpoint di Baghdad. Secondo quanto riferito dai funzionari iracheni, l’attentatore ha fatto deflagrare il mezzo carico di esplosivi tra gli altri veicoli che attendevano al posto di blocco nei pressi dell’ingresso meridionale alla capitale irachena. Tre poliziotti tra le vittime, mentre il resto erano civili. Nessun gruppo ha ancora rivendicato l’attacco.

Nella capitale irachena è arrivato il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, per incontrare i funzionari del governo, fra cui il premier Haider al-Abadi e il presidente Fuad Masoum. Al centro dei colloqui ci saranno la lotta al terrorismo e le condizioni in cui si trovano centinaia di migliaia di sfollati nelle zone di guerra e, in particolare, intorno a Mosul.

 

La visita di Guterres arriva mentre le truppe regolari irachene, supportate dai raid della coalizione internazionale a guida Usa, stanno combattendo la battaglia decisiva per strappare la roccaforte jihadista all’Isis.

I militari hanno conquistato numerosi quartieri e si trovano a combattere strada per strada e casa per casa ma sono rallentati dalla pesante resistenza dell’Isis e dalla presenza di circa 500 mila civili ancora intrappolati nella metropoli e che rischiano di essere coinvolti nella battaglia.

Feroci combattimenti andati in scena nella parte occidentale di Mosul hanno causato numerose perdite tra i cittadini inermi, uccisi dal fuoco incrociato e dai bombardamenti. Come avvenuto la scorsa settimana a seguito di un raid, probabilmente americano, che ha casato almeno 100 morti tra i civili.

Mosul, che si trova a 400 km a nord da Baghdad, è stata conquistata dal Califfato nel giugno 2014 dopo che le truppe governative, finite sotto il fuoco jihadista, hanno dovuto abbandonarla. Lo scorso ottobre è scattata l’offensiva per riconquistarla, con l’impiego di soldati irachene e dei peshmerga curdi, addestrati dai militari statunitensi. Dopo una fase di stallo una nuova ondata è stata lanciata a inizio 2017.

 

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