Presidenziali Francia e Germania, l’allarme degli 007 Usa: “Ingerenze di Mosca sul voto” Burr e Warner hanno sottolineato come il Cremlino sia in grado di influenzare le votazioni e, quindi, far pendere l'ago della bilancia verso il candidato di sua preferenza

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L’ombra del Cremlino sulle elezioni presidenziali in Francia e in Germania. E’ lo scenario contro cui mettono in guardia il senatore repubblicano, Richard Burr, e quello democratico, Mark Warner. I due politici statunitensi sono a capo della commissione di intelligence del Senato – che sta indagando sul “Russiagate” – ed hanno messo in guardia i governi francese e tedesco, da possibili interferenze russe sulle elezioni.

L’allarme dell’Intelligence Usa

“Quello che potremmo valutare come un intervento molto celato negli Stati Uniti nel 2016, è un intervento sia manifesto e sia nascosto in Francia e in Germania“, ha dichiarato Burr durante una conferenza stampa congiunta con il suo omologo democratico. “Vi ricordo – ha aggiunto il Senatore – che siamo a trenta giorni dalla prima elezione in Francia (il 23 aprile, ndr), con quattro candidati che scenderanno a due per il ballottaggio a maggio (il 7, ndr)”. Burr e Warner hanno sottolineato come il Cremlino sia in grado di influenzare le votazioni e, quindi, far pendere l’ago della bilancia verso il candidato di sua preferenza. Per questo motivo i due senatori sentono “come parte della nostra responsabilità quella di informare il resto del mondo su quello che sta accadendo”.

Presunti legami tra Putin e Movimento 5 Stelle

Le interferenze del Cremlino, però, non avrebbero interessato solo Paesi a noi vicini, ma anche l’Italia. Infatti, come riferito da La Stampa, in un articolo da Washington firmato da Paolo Mastrolilli, nei mesi scorsi l’amministrazione statunitense avrebbe avvertito il governo italiano di fare “attenzione ai legami tra il governo russo e il Movimento 5 Stelle“. Alcune fonti governative americane hanno spiegato di essere preoccupate in particolare per l’influenza che Mosca starebbe cercando di esercitare sulle prossime elezioni politiche in Italia “nell’ambito di una strategia di interferenza che tocca tutta l’Europa, dopo quella adottata durante le presidenziali degli Stati Uniti”.

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