Inchiesta Consip, Emiliano sentito dai pm: acquisiti gli sms di Renzi senior e Lotti Al termine dell'audizione il governatore pugliese non ha rilasciato dichiarazioni. Secondo i pm Romeo potrebbe aver beneficiato dell'amicizia tra il padre dell'ex premier e Carlo Russo per mettere le mani sugli appalti

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Michele Emiliano è stato sentito dai pm romani nell’ambito dell’inchiesta Consip. L’incontro si è svolto a piazzale Clodio, nell’ufficio del procuratore capo Giuseppe Pignatone. Al centro dell’audizione, in veste di testimone, del governatore pugliese gli sms ricevuti dall’allora sottosegretario, ora ministro, Luca Lotti e da Tiziano Renzi, padre dell’ex premier Matteo, per sollecitare un suo incontro con Carlo Russo, imprenditore farmaceutico di Scandicci. Messaggi acquisiti dagli inquirenti romani.

Emiliano, poco dopo un’ora dall’ingresso nella città giudiziaria, ha poi lasciato l’ufficio di Pignatone senza fare dichiarazioni. L’ipotesi di lavoro del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Mario Palazzi è che Alfredo Romeo, imprenditore napoletano detenuto per corruzione, possa aver beneficiato del rapporto di amicizia Tiziano Renzi-Russo per mettere le mani sugli appalti Consip. Da qui l’interesse ad acquisire gli sms conservati da Emiliano.

Nella vicenda riguardante la centrale acquisti della pubblica amministrazione, Lotti, che ha già reso dichiarazioni spontanee, è indagato insieme con il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette e con il comandante della Legione Toscana dei carabinieri, generale Emanuele Saltalamacchia, per i reati di rivelazione del segreto d’ufficio e favoreggiamento. Il reato di traffico di influenze è invece contestato a Tiziano Renzi, all’ex parlamentare di An e del Pdl Italo Bocchino, consulente di Romeo, e ad altri.

Nei giorni scorsi Romeo ha ricevuto due notizie negative: il tribunale del Riesame ha respinto l’istanza di scarcerazione, mentre la corte d’Appello ha detto “no” alla ricusazione del gip Gaspare Sturzo, chiamato a decidere sulla richiesta di interdizione avanzata da piazzale Clodio nei confronti del gruppo Romeo Gestioni per violazione della legge 231 sulla responsabilità degli enti. Romeo è accusato di corruzione per aver versato a più riprese 100 mila euro a Marco Gasparri, dirigente della Consip, per utilizzarne le funzioni anche alla luce del mega-appalto europeo Fm4 da 2,7 miliardi di euro, ancora in corso. Ad inguaiare l’imprenditore, oltre alla confessione di Gasparri, a sua volta indagato per corruzione, il contenuto di intercettazioni ambientali, telefoniche, nonché l’esito di sequestri e perquisizioni eseguiti nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria.

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