Amatrice, fa lo zombie tra le macerie: sospeso vigile urbano

887
amatrice

Una bara di zinco con sopra un mazzo di fiori. Dentro un vigile urbano di Milano, che esce fuori dalla cassa come uno zombie tra le risate di un collega. Sullo sfondo, le macerie di Amatrice, il paese simbolo del sisma che ha sconvolto il centro Italia lo scorso agosto. E’ quanto si vede in un breve video, diventato subito virale. Tanto da arrivare alle Istituzioni del capoluogo lombardo, che hanno subito preso provvedimenti. Il comandante delle Polizia Locale di Milano, Antonio Barbato, ha disposto infatti il richiamo disciplinare per i due vigili protagonisti del video offensivo girato ad Amatrice. L’agente fa parte della squadra inviata dal Comune lombardo nel paesino del Lazio per aiutare le popolazioni colpite da sisma. Il procedimento implica la sospensione dal lavoro per 10 giorni. Successivamente, entrambi saranno trasferiti a nuovi incarichi.

Il disappunto delle Istituzioni milanesi

Sono comportamenti indegni per chi indossa una divisa – ha commentato il comandante Barbato – e non fanno onore al corpo dei ghisa. Per questo è stata predisposta la massima sanzione possibile in questi casi”. “Un atteggiamento inaccettabile – ha aggiunto l’assessore alla Sicurezza, Carmela Rozza – perché danneggia il grande lavoro fatto dalla Polizia Locale ad Amatrice in tutti questi mesi. Mi scuso con i cittadini di Milano e Amatrice per questo gesto ingiustificabile”. In un post su Facebook, anche il sindaco Sala ha mostrato il suo disappunto: “Ho visto in rete un video di pessimo gusto dei Vigili milanesi di stanza nei luoghi del sisma. Non sono questi i ghisa che noi conosciamo e per questo ritengo che vederli indossare la divisa del nostro corpo di Polizia Locale sia un’offesa per tutti noi milanesi”.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS