Verso le politiche, Alfano: “Né con Salvini né con la sinistra, corriamo da soli” Il leader di Ap a Rtl: "Restiamo con Gentiloni se non fa improvvise virate verso Mdp". Brexit: "Il negoziato sia tosto ma non punitivo"

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“La legge elettorale non chiama alleanze, noi del resto siamo distinti sia dalla destra di Salvini che vuole uscire dall’Ue, sia dalla sinistra dell’indietro tutta, andremo da soli”. Lo ha detto il leader di Alternativa popolare, Angelino Alfano, rispondendo, su Rtl, ad una domanda sulle possibili alleanze in caso di elezioni. “Ap – ha aggiunto – punta a un piano-fisco all’americana per contrastare l’evasione, un progetto sui salari, un programma molto serio. Visto che nessuno avrà la maggioranza, saremo dopo se necessario in una maggioranza che rispetti queste priorità”.

Il governo Gentiloni, ha aggiunto il ministro degli Esteri, “finché non fa virate a sinistra insostenibili è un esecutivo che va sostenuto e che vogliamo portare avanti“. Per questo, ha aggiunto, “invitiamo Gentiloni a difendere tutte le conquiste riformatrici questi anni. Noi garantiamo il sostegno al governo ma ci distinguiamo da una sinistra che vuole fare marcia indietro su riforme importanti“. Alfano ha rivendicato di aver posto “un tema importante come i voucher, impiegati a milioni durante il loro funzionamento, un servizio ormai in uso da tanti anni e abbiamo così risparmiato un referendum che costava centinaia di milioni all’Italia. Questo non significa essere d’accordo con la sinistra dell’indietro tutta che dice solo no, noi abbiamo detto ‘introduciamo immediatamente nuove regole che consentano agli imprenditori di assumere e ai lavoratori di non dover ricorrere al nero‘”.

Inevitabile un passaggio sulla Brexit, nel giorno in cui Donald Tusk riceverà la lettera di Theresa May per l’applicazione dell’art. 50 del Trattato di Lisbona. Alfano in questo caso ha parlato da ministro degli Esteri auspicando “un negoziato serio, tosto, concreto, ma al tempo stesso non un negoziato punitivo, l’approccio non deve essere quello di punire Londra. Vogliamo dimostrare che non hanno fatto un buon affare, ma deve essere chiaro che stanno uscendo dall’Ue non dall’ Europa, siamo alleati ad esempio nella Nato e ci sono temi cruciali come la sicurezza e la difesa su cui Londra rimane un alleato affidabile per noi“.

Sulla partita per l’assegnazione a Milano dell’agenzia europea del farmaco (la cui sede oggi è proprio nella capitale britannica), Alfano dice subito che sarà “dura, perché ci sono almeno una dozzina di grandi città Ue candidate, noi siamo in partita per ottenerla per Milano. Sono in partenza per Londra con il ministro Padoan anche per lavorare su questa candidatura”. Il capoluogo lombardo, in ogni caso, non è candidato solo per quello “ma per un ventaglio più grande di possibili nostre acquisizioni, quartieri interi di società che possono trasferirsi a Milano”.

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