L’Austria verso l’uscita dal piano Ue di ricollocamento dei migranti da Italia e Grecia Avramopoulos: "Basta con le scuse sui ricollocamenti. E' il momento che tutti gli Stati membri facciano ciò che devono entro fine settembre"

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Il ministro dell’Interno austriaco Wolfgang Sobotka ha annunciato che l’Austria inizierà con i ricollocamenti dei richiedenti asilo da Italia e Grecia aggiungendo però che porterà una proposta per chiamarsi fuori da qualsiasi schema di ridistribuzione futuro. Inoltre, questa operazione viene avviata “obbligatoriamente” – e non per convinzione – poiché deve essere rispettata la decisione legale del Consiglio europeo.

“Personalmente – ha chiarito Sobotka – non sono d’accordo col meccanismo della redistribuzione dei richiedenti asilo, perché ritengo che costituisca un fattore di attrazione” per l’immigrazione illegale. Lo scorso settembre, il governo austriaco aveva raggiunto un accordo – il cosiddetto ‘provvedimento d’emergenza’ – che prevedeva lo stop alle richieste di asilo, respingimenti in “paesi sicuri” e 2.200 soldati per controllare i confini.

Di parere diverso il commissario europeo alla Migrazione Dimitris Avramopoulos, che – arrivando stamane alla riunione dei ministri dell’Interno Ue – avverte: “Basta con le scuse sui ricollocamenti. E’ il momento che tutti gli Stati membri facciano ciò che devono entro fine settembre”.

“Due giorni dopo la dichiarazione dei leader europei a Roma – prosegue Avramopoulos – è molto chiaro che se vogliamo gestire le migrazioni in modo efficace dobbiamo lavorare tutti assieme”. Oggi alla riunione dei ministri dell’Interno dell’Unione si discuteranno questioni spinose quali la politica della ‘relocation’ e la revisione del regolamento di Dublino.

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