Striscioni anti Erdogan in Svizzera, Ankara furiosa: “Questo è fascismo” Nuove polemiche con Berna. Cavusoglu: "Inaccettabile la manifestazione del partito socialista elvetico"

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Cavusoglu

Nuove polemiche tra Turchia e Svizzera, dopo la convocazione dell’ambasciatore elvetico ad Ankara per rimproverargli l’autorizzazione di una manifestazione anti-Erdogan avvenuta sabato a Berna, in cui sono stati esibiti anche simboli del Pkk curdo e un cartello con la scritta “Uccidete Erdogan“. “Cosa sono, se non tendenze fasciste?”, ha accusato il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, in un’intervista all’agenzia Anadolu. “È inaccettabile che un partito socialista in Svizzera organizzi un evento del genere con un gruppo terroristico“, ha aggiunto il capo della diplomazia turca, precisando di aver informato la sua controparte elvetica. Un’inchiesta sull’episodio è stata aperta sia in Svizzera che dalla procura di Istanbul in Turchia.

A partire dalle prime polemiche con Berlino la tensione tra la Turchia e alcuni Paesi del nord Europa non ha mai accennato a diminuire. Lo confermano, tra le altre cose, le ultime parole di Erdogan. “Un secolo fa c’era un certo Lawrence, che parlava arabo vestito come la popolazione locale – ha detto durante un congresso di giovani a Istanbul -. Oggi, i moderni Lawrence con mantelli e barbe stanno facendo la stessa cosa, destabilizzando il Medio Oriente”. L’Ue, ha aggiunto, “ignora i suoi principi che venivano descritti come supremi”.

Dal fallito golpe del 15 luglio la Turchia vive una stagione di veleni e repressione delle principali libertà. L’ultimo settore a essere coinvolto (dopo magistratura, stampa e mondo accademico) è lo sport. A farne le spese un’autentica ex stella del calcio locale, Hakan Sukur, e Arif Erdem. Entrambi sono ricercati dalla giustizia di Ankara con l’accusa di far parte della presunta rete golpista di Fethullah Gulen. Come conseguenza entrambi sono stati espulsi dal Galatasaray (club di Istanbul nel quale hanno militato) dalla sua lista di iscritti. Il provvedimento è arrivato dopo i decisi attacchi giunti dal governo per il “salvataggio” dei due ex calciatori, deciso in un primo momento.

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