Orrore a Trento, due bambini assassinati in casa dal padre. L’uomo si è suicidato L'uomo, cercato per ore, si è gettato in una scarpata dopo aver ucciso i figli, di 4 e 2 anni. A dare l'allarme la mamma dei due piccoli

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Trento omicidio

Tragedia a Trento, nel quartiere residenziale Le Albere dove, all’interno di un appartamento posto all’ultimo piano di un palazzo di Via della Costituzione, due bambini di 2 e 4 anni, fratelli, sono stati trovati senza vita dalla mamma, la quale ha poi subito lanciato l’allarme chiamando le Forze dell’ordine. A diffondere la notizia è stato il sito web “Trentino”, portale online dell’omonimo quotidiano. I due piccoli, quando erano in procinto di uscire per andare a scuola, sono stati uccisi dal papà: sul luogo della tragedia, nelle vicinanze dei corpi dei due fratellini, è stato ritrovato un martello insanguinato. Gli inquirenti, dopo aver interrogato la madre, hanno cercato insistentemente il padre dei bambini, Gabriele Sorrentino (ex carabiniere) il quale sarebbe stato ritrovato poco dopo senza vita ai piedi di una scarpata in zona Sardagna, a circa 10 minuti d’auto dalla città di Trento. Secondo quanto ipotizzato, già nell’immediato, dalle Forze dell’ordine, l’uomo è morto suicida, gettandosi da una balconata. La sua automobile, un Suv, individuata poco prima da un elicottero, è stata abbandonata nei pressi dell’hotel Panorama, una struttura in disuso del luogo.

La tesi formulata fin da subito dagli inquirenti è che l’uomo si sia tolto la vita dopo aver ucciso i figli. Nel frattempo, il magistrato di turno ha interrogato la madre dei bambini: la donna avrebbe spiegato che, nella giornata del 27 marzo, assieme al coniuge avrebbe dovuto firmare il rogito per l’acquisto di un appartamento. A un certo punto, lei si sarebbe allontanata da casa, lasciando i piccoli con il marito e trovandoli morti una volta ritornata. Gli investigatori ipotizzano che, alla base del gesto dell’uomo, potrebbero esserci motivazioni economiche legate proprio a tale acquisto. La coppia ha un’altra figlia di 13 anni, scampata alla strage perché in gita scolastica.

L’uomo, descritto da tutti come una persona normale, aveva attualmente un impiego come operatore finanziario. Il suo gesto ha lasciato incredula la cittadinanza locale, concorde nell’identificare la famiglia Sorrentino come unita ed educata con i concittadini.

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