A Londra corteo contro la Brexit. E l’Ukip perde l’ultimo deputato Migliaia in marcia fino alla Camera dei Comuni dove hanno reso omaggio alle vittime dell'attentato di mercoledì

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Proprio mentre a Roma i 27 leader dell’Unione firmavano la dichiarazione sul futuro dell’Europa a Londra è andata in scena la manifestazione di migliaia di persone che sono tornate a marciare contro la Brexit all’insegna dello slogan “Unite for Europe”. Decine di bandiere blu con il cerchio di stelle, cartelloni e striscioni per chiedere di fermare la procedura di uscita dall’Ue che prenderà il via, secondo l’annuncio di Theresa May, il prossimo 29 marzo, quando la premier britannica farà scattare il processo di uscita utilizzando l’articolo 50 del Trattato di Lisbona. Il corteo pacifico si è concluso davanti alla Camera dei Comuni per rendere omaggio alle vittime dell’attentato al Parlamento di mercoledì scorso.

Tutto questo mentre il partito secessionista Ukip a nove mesi dalla vittoria del referendum, con 20 europarlamentari a Strasburgo, perde l’unico deputato che gli era rimasto a Londra. Douglas Carswell lo ha annunciato sul suo blog: “Missione compiuta. Grazie Ukip!”. Carswell afferma di aver lasciato il partito “amichevolmente e gioiosamente, sapendo che abbiamo vinto”. Ma è solo l’ultimo caso di abbandono di una formazione che già nel luglio scorso aveva visto il clamoroso addio del suo leader indiscusso, Nigel Farage. Il partito antieuropeista, anti-immigrati e populista è entrato in una profonda crisi che lo sta dilaniando proprio quando sembrava aver raggiunto l’apice della popolarità. Carswell, rivolgendosi ai membri dell’Ukip, scrive di essere uscito dal partito conservatore per entrare nella formazione euroscettica “perché desideravo disperatamente che abbandonassimo la Ue. Ora che possiamo essere certi che questo avverrà, ho deciso di lasciare il partito”. Che dal trionfo del referendum del 23 giugno scorso sembra aver imboccato una strada senza ritorno: dopo l’esito delle elezioni in Olanda, sembra un ulteriore monito ai partiti anti europei di tutto il Continente. L’Unione ha bisogno senza dubbio di essere riformata ma senza tornare al passato di muri e divisioni.

 

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