Raid a Mosul ovest, una tv curda: “Almeno 200 civili sono rimasti uccisi” L'emittente non precisa se a compiere i bombardamenti sia stata l'aviazione irachena o la coalizione a guida Usa

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Almeno 200 persone, la maggior parte civili, sono rimaste uccise nei raid compiuti a ovest di Mosul. Lo ha riferito l’emittente curdo irachena Rudaw.

La televisione non precisa se i bombardamenti siano stati compiuti dall’aviazione irachena o da jet della Coalizione internazionale a guida Usa, che appoggia l’offensiva lealista con pesanti raid. La settimana scorsa l’ong Osservatorio iracheno per i diritti umani aveva parlato di almeno 299 civili già uccisi dai raid della Coalizione a guida americana a Mosul ovest da febbraio, quando ha avuto inizio l’offensiva governativa per strapparla allo Stato islamico. L’inviato di Rudaw a Mosul, Hevidar Ahmed, ha detto che i raid di oggi hanno colpito il quartiere di Al Jadida e fino a 230 persone potrebbero essere state uccise. Di queste, 130 si trovavano in un solo edificio e 100 in un altro.

Sul piano politico va registrata la disponibilità offerta dall’Unione Europea – per voce dell’alto rappresentante Ue per la politica estera e la sicurezza, Federica Mogherini – ad aumentare il suo sostegno per la stabilizzazione di Siria e Ira.

“Come Unione Europea – ha spiegato Mogherini – siamo determinati a mantenere e, se necessario, ad aumentare il nostro sostegno alla stabilizzazione del’Iraq, dove già siamo impegnati in diversi progetti, a partire dal lavoro di sminamento delle aree liberate dai terroristi, lavoro che guidiamo e coordiniamo per l’intera Coalizione Globale anti Isis. E in Siria, dove l’Unione Europea è già il primo donatore umanitario per garantire ai siriani un presente dignitoso e un futuro libero e democratico”. L’Isis, ha aggiunto, “non sarà sconfitto in Siria se il Paese non si avvierà verso una transizione politica. Proprio in queste settimane stiamo preparando la conferenza sul futuro della Siria che si terrà a Bruxelles il 5 aprile: per fare un punto sugli aiuti umanitari, un anno dopo la conferenza di Londra; per sostenere il processo politico guidato dalle Nazioni Unite e per prepararci a sostenere insieme la riconciliazione, e la ricostruzione che potrà iniziare appena la transizione sarà avviata su un binario solido”.

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