Cagliari, nave norvegese approda al molo Ichnusa con 900 migranti a bordo Il cargo Siem Pilot era stato occupato dai profughi soccorsi in mare dalla Guardia Costiera: sono per la maggior parte uomini, ma ci sono anche bambini, donne incinta e un morto

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nave Cagliari

Il suo arrivo era stato annunciato già nella giornata del 22 marzo e, puntuale, ha fatto il suo approdo sul molo Ichnusa di Cagliari, in Sardegna, nella mattinata del 23: la nave norvegese Siem Pilot, carica di circa 900 migranti (ripartiti in 740 uomini, 102 donne e 58 bambini minorenni), è stata ormeggiata sulla banchina del porto cagliaritano attorno alle ore 11, accolta dagli operatori della Capitaneria di Porto, i quali hanno coordinato gli interventi di soccorso per le persone in procinto di sbarcare sul suolo italiano, assieme ai quali viaggiava anche la salma di una persona morta durante la traversata. Circa una decina delle oltre 100 donne presenti è in stato di gravidanza. La Siem Pilot era approdata in Sardegna anche in altre occasioni, come nel luglio scorso, quando giunse a Cagliari trasportando 931 migranti.

Le operazioni di accoglienza

L’annunciato arrivo del bastimento ha consentito alla Prefettura di organizzare, in modo veloce e preciso, tutte le pratiche di accoglienza previste per i profughi arrivati in Sardegna: immediatamente dopo lo sbarco, tutte le persone hanno sostenuto visite mediche e sono state sottoposte a identificazione, prima di essere trasferite all’interno dei centri d’accoglienza posti sull’isola. Secondo quanto riportato, nelle strutture della provincia di Cagliari troveranno rifugio 428 persone, mentre i restanti verranno smistati tra le province di Sassari (273), Nuoro (117) e Oristano (84).

I soccorsi in mare

 

I 900 migranti presenti a bordo, erano stati soccorsi nell’ambito di ben otto operazioni nel Mediterraneo centrale messe in atto dalla Guardia Costiera. La maggior parte è stata recuperata con dei gommoni al largo delle coste libiche, prima di essere imbarcata sul cargo norvegese. Diversa anche la provenienza delle persone, la maggior parte delle quali in fuga da zone di conflitto dell’Africa subsahariana, come il Sudan del Sud, ma anche dal Corno d’Africa (soprattutto Eritrea) e Paesi asiatici, come il Bangladesh. Nonostante le immediate e organizzate operazioni di accoglienza messe in atto nel porto di Cagliari, lo sbarco di un numero così ingente di migranti ha creato diverse difficoltà agli operatori dello scalo marittimo oltre che alle istituzioni locali, le quali sono comunque riuscite, in breve tempo, a reperire le necessarie strutture con disponibilità di posti sul territorio sardo, garantendo così la prima accoglienza dei profughi, in attesa di capire cosa il futuro riserverà loro.

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