Raqqa, forze speciali Usa dietro le linee dell’Isis, Tillerson: “Uccideremo Al Baghdadi” L'offensiva per strappare al Daesh la sua roccaforte siriana è entrata in una fase decisiva. Si punta a isolare la città per poi colpirla da nord

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Le forze speciali Usa sono impegnate dietro le linee nemiche nella provincia siriana di Raqqa in un’operazione che segna un’accelerazione dell’impegno militare americano nella campagna contro l’Isis. Le operazioni sul terreno dei soldati statunitensi sono accompagnate da un’intensificazione dei bombardamenti dei jet della stessa Coalizione, in uno dei quali, secondo fonti degli attivisti sul terreno, decine di civili sfollati sono morti quando per errore è stata colpita una scuola in cui avevano trovato rifugio. La Coalizione ha detto di non avere informazioni in proposito, ma di avere aperto un’inchiesta sull’episodio denunciato.

L’operazione che vede impegnate le forze americane è in corso una ventina di chilometri a ovest di Mansura. Un portavoce del Pentagono, Eric Pohan, ha detto che gli elicotteri Usa hanno dato “un passaggio” a miliziani delle Sdf oltre le linee nemiche nell’area di Tabqa, una località strategica perché controlla una importante diga sull’Eufrate, oltre alla principale via di comunicazione da Raqqa verso Aleppo. Pohan ha tenuto a sottolineare che i soldati statunitensi non sono impegnati nei combattimenti, ma sono presenti per aiutare a coordinare le operazioni. Secondo fonti degli attivisti, le forze americane e curde hanno già strappato all’Isis il controllo di quattro villaggi, preparandosi ad occupare anche Tabqa.

In questo modo Raqqa, la “capitale” del Califfato in Siria, verrebbe isolata, in vista di un’offensiva che dovrebbe investirla da nord, dove le forze curde sono a non più di otto chilometri dal centro. Questa operazione appare come una conferma del maggiore impegno militare americano sul terreno nella lotta all’Isis dopo l’insediamento alla presidenza di Donald Trump. Dall’inizio di marzo altri 400 Marines e Army Rangers, muniti anche di pezzi di artiglieria, sono stati schierati nel nord della Siria, portando a circa mille il totale dei soldati presenti sul terreno. Nel corso della riunione della coalizione anti Daesh a Washington il segretario di Stato Usa ha assicurato: “Uccideremo Al Baghdadi. Quasi tutti i suoi collaboratori sono morti, comprese le menti delle stragi di Parigi e Bruxelles. E’ solo questione di tempo prima che vada incontro allo stesso destino”.

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