Moto Gp, conto alla rovescia per il debutto in Qatar: Rossi sfida il blocco spagnolo Il 26 marzo il debutto sulla pista di Losail. Marquez resta il favorito, Lorenzo l'incognita ma occhio al giovane talento di Vinales

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Moto Gp

La strada verso i Mondiali di calcio del 2022 è ancora lunga e irta di sorprese. Decisamente più breve quella che, il 26 marzo, porterà in Qatar alla prima gara del Motomondiale 2017, pronto a dare spettacolo a colpi di sorpassi e rivalità storiche, per decretare, a novembre prossimo, chi sarà il successore al trono iridato dello spagnolo Marc Marquez. A meno di una riconferma dello spagnolo, si intende. Le novità sono state tante e l’attesa è stata decisamente lunga ma, a questo punto, mancano davvero solo gli ultimi dettagli prima dell’avvio di quello che, a detta di molti, potrebbe rivelarsi un mondiale Moto Gp davvero interessante. Sicuramente, la maggior parte degli occhi saranno puntati su quella che costituisce l’incognita assoluta: Jorge Lorenzo in sella alla Ducati. Rossi non lasciò un segno indelebile nei suoi due anni (2011-2012) bolognesi. Ma è anche vero che lo spagnolo, in Qatar, ha già vinto 6 volte e la sua Desmosedici sembra pronta al grande debutto: “Dopo l’ultimo test su questa pista affronto la prima gara con fiducia e ottimismo: è un tracciato che mi piace ed è adatto alla Ducati”.

Vinales in rampa di lancio

Ma dietro all’accoppiata spagnola, c’è un’intera schiera di contendenti che non ci tiene a fare la parte della comparsa. A fare da aprifila, c’è ovviamente un Valentino Rossi (38 anni) che, salutato Lorenzo, trova al suo fianco un altro giovane e velocissimo iberico con una voglia matta di far bene, Maverick Vinales. Il Dottore lo ha ammesso: questi test invernali non sono andati benissimo. O meglio, il lavoro c’è stato ma, probabilmente, almeno per il momento potrebbe non pagare anche se, sul circuito di Losail, Rossi si è imposto nel 2015. La verve del rampante compagno di squadra, però, richiede un’attenzione che il fuoriclasse italiano dovrà mantenere elevata per tutta la stagione: lo spagnolo, infatti, sembra perfettamente a suo agio con la M1 della Yamaha e, senza dubbio, le sue chance per replicare l’impresa di Marquez nel 2013 (per lui fu titolo mondiale al debutto, per Vinales si tratta del terzo mondiale fra “i grandi” ma il primo da protagonista) sembrano esserci davvero tutte, pur con qualche rivedibile limite tecnico.

Lorenzo, Dovi e la Ducati

Chi ha già una certa esperienza in fatto di Ducati (oltre che di Moto Gp) è senza dubbio Andrea Dovizioso, tutt’altro che intimorito dal confronto con il carismatico Lorenzo. Il corridore di Forlimpopoli ha messo in chiaro l’obiettivo in Qatar: puntare decisamente al podio. Ma, da buon intenditore, avrebbe già intuito come il mezzo a disposizione difficilmente potrà competere per la piazza più alta del mondiale. Una circostanza che, sicuramente, rende ancora più interessante vedere come se la caverà lo spagnolo in sella alla Desmosedici, per capire se i fasti di Stoner possano tornare a concretizzarsi attraverso l’applicazione e l’operosità costante.

Marquez e l’incognita Qatar

Se Marquez, con la sua Honda RC213V, resta il favorito assoluto, pur ammettendo come il circuito qatariota non rientri esattamente nelle sue corde, c’è sempre un Dani Pedrosa che, da buon compagno di squadra, sa fare benissimo il suo lavoro di supporto. E’ anche vero che, giunto ormai alla sua stagione numero 11 in Moto Gp, lo spagnolo ha già capito che il livello della competizione, quest’anno, sarà elevatissimo. Tante individualità, team che hanno lavorato alacremente per tutto l’inverno e una schiera di piloti perfettamente bilanciata tra talenti emergenti, vecchie volpi e mine vaganti. D’altronde, l’aria (climatica) incerta del Qatar non sembra essere esattamente l’ideale per cominciare. Chissà che la prima incognita non possa essere proprio il circuito di Losail.

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