Siria, l’Onu conferma: giovedì 23 marzo la ripresa dei negoziati a Ginevra De Mistura, impegnato all'estero, sarà presente a partire da venerdì. A Damasco proseguono gli scontri

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Riprenderanno il 23 marzo i negoziati sulla Siria a Ginevra. Lo ha confermato l’Onu precisando che all’inizio del nuovo round di colloqui non sarà presente l’inviato speciale delle Nazioni Unite Staffan de Mistura. In missione all’estero, il diplomatico ci sarà a partire dal 24 marzo. Tutte le delegazioni, del governo e dell’opposizione che avevano partecipato a febbraio hanno confermato la loro partecipazione e saranno accolti giovedì dal vice di de Mistura, Ramzy Ramzy, che avrà discussioni bilaterali con le parti per preparare il round, ha detto Vellucci.

De Mistura – ha riferito la portavoce – sta conducendo consultazioni in varie capitali. Dopo Riad nel fine settimana, sarà a Mosca e Ankara nei prossimi giorni prima di tornare a Ginevra. In vista della ripresa dei colloqui, l’inviato ha invitato le parti in conflitto ad essere pronte ad impegnarsi in modo “sostanziale e proattivo” sul contenuto dei quattro capitoli in agenda e che saranno affrontati in modo “parallelo”: governance, questioni costituzionali, elezioni e antiterrorismo. L’inviato speciale intende incontrare a breve i ministri degli esteri della Lega degli Stati arabi, con una breve visita ad Amman durante il round, e di informare il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nel corso della prima metà di aprile.

Nuovi combattimenti, intanto, si sono svolti nella periferia orientale di Damasco in seguito ad un tentativo di forze ribelli e qaediste di sfondare le linee governative per avanzare verso i quartieri centrali della capitale. Miliziani del gruppo ribelle Ahrar al Sham e qaedisti di Fatah al Sham, secondo quanto riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), hanno lanciato un nuovo attacco dal quartiere di Jobar, sotto il loro controllo. Si tratta del secondo assalto dalla stessa area dopo quello iniziato domenica mattina, che lunedì 20 marzo era stato respinto dalle forze governative. Gli scontri sono accompagnati da bombardamenti aerei governativi sulle aree controllate dagli insorti e da lanci di razzi dei ribelli sul quartiere centrale di Al Shaghur, dove almeno 13 persone sono rimaste ferite secondo l’Ondus.

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