Leicester, la rivelazione di Jamie Vardy: “Io, minacciato di morte dopo l’addio di Ranieri” L'attaccante inglese, nel corso di un'intervista alla Bbc, ha affermato di aver ricevuto numerose intimidazioni, poiché ritenuto responsabile dell'esonero

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Vardy

Non è passato nemmeno un mese dall’esonero di Claudio Ranieri dal suo ruolo di allenatore del Leicester. Dai fasti del leggendario trionfo in Premier league al doloroso addio, il passo è stato fin troppo breve. Ma il lasso di tempo trascorso dal suo avvicendamento con Craig Shakespeare, è decisamente esiguo per poter sostenere che sia tutta acqua passata. E, nell’ambiente delle Foxes, c’è anche qualcuno che, a quanto sembra, questa separazione la sta pagando a caro prezzo: si tratta del bomber Jamie Vardy, trascinatore assoluto della passata stagione e, in una sorta di contrappasso, disceso fino alla nomea pubblica di traditore e principale artefice dell’esonero del tecnico italiano. Niente di più che alcune voci le quali, però, favorite da una rapidissima diffusione, hanno fatto presto a circolare creando malumori fra la tifoseria e, secondo quanto da lui stesso affermato, conseguenze fin troppo tangibili per l’attaccante.

Vardy: “Voci false e offensive”

A raccontare “la versione di Vardy”, è stato lo stesso centravanti inglese nel corso di un’intervista rilasciata alla Bbc, rivelando dettagli choc sulla sua vita privata in quel di Leicester subito dopo l’esonero, parlando delle dicerie sul suo conto e su quanto ne è in seguito derivato: “Sono voci false e offensive. Ma la gente le sente e le cavalca, sui social e per strada. E così si arriva alle minacce di morte a te e alla tua famiglia, ai tuo figli”. Ma le disavventure a sfondo intimidatorio sarebbero proseguite e avrebbero fatto registrare anche episodi spiacevoli, come spiegato ancora dall’attaccante: “Cerco di andare avanti ma quando ci sono delle persone che cercano di speronare tua moglie in macchina con i tuoi figli non è facile. È successo tante volte ormai. È terrificante”.

Una situazione difficile che, indubbiamente, incide sulla sua vita sportiva e privata: “Sembra che agli appassionati di calcio io non piaccia più di tanto. Noi giocatori non possiamo fare nulla contro le false accuse che sono state lanciate. Io non ci bado, ma quando la gente se la prende con tua moglie, mentre sta guidando la macchina con i bambini seduti sul sedile posteriore, allora diventa un problema”.

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