Allarme cinghiali a Roma nord, il Comune vara un piano contro l’emergenza Dopo lo scontro con un esemplare costato la vita a un motociclista 47enne, dal Campidoglio arrivano le prime soluzioni: immunovaccini, recinzioni e cassonetti rimossi

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Passeggiano in strada, brucano fra i rifiuti, formano veri e propri branchi, l’ultimo dei quali avvistato in zona Bufalotta. E, purtroppo, provocano anche incidenti mortali, come quello capitato il 18 marzo scorso a un motociclista di 47 anni, che ha avuto la sfortuna di scontrarsi con un esemplare in zona Cassia (il caso è stato poi portato in Procura dal Codacons). Un problema non di poco conto quello dei cinghiali che, assolutamente indifferenti al contesto urbano, scorrazzano per le vie della Capitale creando grossi disagi e facendo gridare i cittadini all’emergenza. E, in effetti, notare dei suidi selvatici correre indisturbati per Roma nord potrebbe non essere esattamente un buon biglietto da visita oltre che, ovviamente, un rischio assolutamente concreto per la sicurezza stradale ma anche per il decoro urbano. E allora ecco che, soprattutto per scongiurare il verificarsi di episodi come quello di via Cassia, il Comune tenta di correre ai ripari, ventilando misure preventive che, in qualche modo, dovrebbero arginare il fenomeno dei cinghiali a zonzo.

Cinghiali sterilizzati

L’ente “Parco di Veio”, impegnato nella tutela dell’omonima area naturalistica del nord del Lazio, ha fatto sapere che quella in atto “non è una vera e propria invasione”. Anche se, ammette, “il fenomeno esiste” e deriva da diversi fattori: dal sovrannumero degli esemplari, all’avanzamento dell’area urbana. Ma, indipendentemente dalle motivazioni, ecco che, pur non considerata alla stregua di un’avanzata di tipo invasivo, la problematica dei cinghiali diventa alquanto seria in un contesto del tutto disabituato alla presenza di questi animali. Per fronteggiare il problema, l’idea del Comune è sviluppare un vaccino che consenta la sterilizzazione degli esemplari e, così, limitare la riproduzione e la conseguente proliferazione: “Stiamo valutando l’opportunità di utilizzare un immunovaccino sui cinghiali – ha spiegato l’assessore all’Ambiente, Pinuccia Montanari -. E’ nostra intenzione applicare tale progetto alla nostra realtà cittadina, al fine di contrastare questa criticità in modo sostenibile e rispettoso dei diritti degli animali. Nei vari tavoli tecnici è emerso che la Regione Lazio ha acquisito le competenze in materia ma, a fronte di queste, non possiede le adeguate risorse umane ed economiche necessarie alla risoluzione del problema”.

Tempi lunghi

Qualche perplessità, se non altro sulla lunghezza dell’iter previsto per l’applicazione di questa soluzione, l’ha manifestata lo stesso Ente, il quale ha specificato come l’emergenza attuale richieda un intervento immediato, anche in virtù dei danni che i cinghiali possono provocare non solo in città ma anche nelle limitrofe zone agricole. D’altronde, i dati di Coldiretti hanno evidenziato come il numero di esemplari nel territorio italiano abbia ormai da tempo superato la quota di 1 milione. Il piano del Comune, però, si costituirebbe di altri punti in programma, quali la rimozione di alcuni cassonetti di rifiuti dalle strade più interessate dal problema (soprattutto a Roma nord) e l’applicazione, in accordo con enti e Regione, di ulteriori recinzioni nelle aree naturali dell’Alto Lazio, dalle quali provengono la maggior parte dei suidi. Soluzioni tampone che, almeno in parte, dovrebbero porre un freno all’emergenza e scongiurare l’invasione. Ovviamente, tutto dipenderà dai tempi.

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